“Il nostro turismo è fatto da una rete di identità e storie diverse. Ogni territorio conta. Le destinazioni non si vendono, si costruiscono. Non si promuovono, si governano”. Così la presidente dell’Enit, Alessandra Priante, intervenendo in videocollegamento al ‘Festival delle Destinazioni’, l’iniziativa ideata per ripensare il sistema di promozione turistica territoriale.
Quello che serve è una collaborazione sinergica tra pubblico e privato. “Il turismo è cambiato, bisogna invertire la rotta, la sola promozione fatta di loghi, video e slogan non basta più, ma la politica va accompagnata”, ha puntualizzato Giancarlo dell’Orco, destination manager specializzato in aree interne. “Evitiamo che le Dmo diventino luoghi della politica per collocare persone”, ha aggiunto Giancarlo De Venuto, presidente Assohotel Puglia.
Serve una strategia
I flussi indicano che nei prossimi anni, le grandi destinazioni redistribuiranno i turisti. E le aree minori devono essere pronte ad accoglierli. Oggi il 70% del turismo estero si concentra sull’1% del territorio nazionale, ma la costruzione di servizi capaci di attrarre nuovi visitatori deve partire adesso. “Ricordiamo che compito di chi lavora nel turismo non è scegliere i vincitori, ma avere tanti luoghi a disposizione da promuovere - ha aggiunto Priante rivolgendosi agli operatori -. Il futuro non sono le semplici nuove mete, ma gli equilibri che costruiremo tutti insieme”.