Travel retail:
il bilancio e
le nuove criticità

Un fatturato di 3,17 miliardi di euro nel 2025, pari al +7,2% sul 2024, con un impatto di 7,8 miliardi tra ricadute dirette, indirette e indotto e 44.180 addetti, per una rete di 1.951 punti vendita. Sono cifre, quelle del travel retail, che svelano tutto il peso economico di un settore che anima aeroporti e stazioni, a fronte di un traffico totale di oltre un miliardo di passeggeri.

“Ora - ha detto Stefano Gardini, presidente dell’Associazione Travel Retail Italia, durante il forum di Torino commentando i dati dello studio realizzato da Nomisma - abbiamo la misura oggettiva di come il travel retail non sia soltanto un insieme di punti vendita, ma un ecosistema che genera ricchezza e lavoro”.

“Un ruolo fondamentale - ha aggiunto Emanuele Di Faustino, head of industry & retail di Nomisma -, se si considera la forte vocazione turistica dell’Italia”. Cifre rilevanti, che però si trovano improvvisamente a fare i conti con l’incertezza, con le tensioni internazionali e la crisi energetica

Per il presidente di ATRI “il comparto viaggi, a cui è strettamente correlato il travel retail, ha già dimostrato nel recente passato una buona capacità di ripresa”. Un attestato di fiducia, ma seguito da un richiamo a essere vigili e pronti. È pragmatico Gardini: “C’è sempre stata, specialmente nel turismo, una forte componente di resilienza e di capacità a risollevarsi, ma ora siamo davanti a un netto cambio di paradigma. Se il Covid ci aveva rilasciato la sensazione di un ritorno alla normalità, adesso è diverso. Ci stiamo rendendo conto di operare all’interno di uno scenario di criticità a cui non siamo ancora formati. Va, quindi, rafforzata la capacità di adattamento e di dialogo per trovare nuove soluzioni”.

Ti è piaciuta questa notizia?

Condividi questo articolo