I viaggi dagli Usa verso l’Europa rallentano nell’estate 2026. Lo dicono i dati di Cirium, che evidenziano come le prenotazioni effettuate da gennaio ad aprile per viaggi da svolgersi a luglio in Europa registrino un calo del 10,5% su base annua.
Un dato che, però, non mette del tutto in luce l’andamento reale del mercato. Ci sono, infatti, numerose voci dissonanti, che arrivano soprattutto dal mondo del turismo upper level.
Secondo quanto riporta TravelWeekly, infatti, il calo generale delle prenotazioni aeree non corrisponde al booking registrato dai tour operator, dalle agenzie e dagli hotel di alto livello.
Virtuoso, ad esempio, festeggia un’estate di buoni numeri sull’Europa: le vendite totali di hotel da parte dei suoi consulenti quest'estate sono aumentate del 31% su base annua, trainate da un aumento del 13% delle prenotazioni, un aumento del 13% del numero totale di pernottamenti e un aumento del 15% della tariffa media giornaliera.
Secondo David Kolner, vicepresidente esecutivo per le comunicazioni strategiche di Virtuoso, la forza dell'estate si estende all'autunno, con un aumento delle vendite in Europa del 20% a settembre e ottobre. Kolner sottolinea, inoltre, come l'Europa venga percepita proprio come rifugio sicuro e questo sembra essere uno dei fattori trainanti di questa crescita.
Anche Jan Freitag, direttore delle analisi di mercato per il settore alberghiero presso CoStar, si è detto ottimista riguardo ai viaggi di lusso estivi. “Negli ultimi cinque anni – dice - abbiamo constatato che il viaggiatore di lusso è relativamente immune ai titoli dei giornali”.
È invece probabile che il mercato mass market attenda un calo delle tariffe per prenotare un viaggio in Ue.