Fulvio Avataneo, festeggia 25 anni di Aiav (comprese le stagioni di Autotutela) e adesso sembra voglia diventare un politico stile Prima Repubblica, quando tutti cercavano sempre dialogo e trattativa. Il suo piglio battagliero è molto “addolcito” rispetto al passato. In questa intervista sostiene la coesione del comparto e alla fine lancia qualche puntura, giusto per lasciare il segno e non dimenticarsi come si va all'attacco.
Il presidente di Aiav spiega a TTG che “è arrivato il momento di smetterla con ripicche e polemiche anche tra gruppi associativi. Le agenzie hanno bisogno di informazione e noi associazioni abbiamo il dovere di pilotare con attenzione il mercato”.
Avataneo, facciamo un balzo indietro di 25 anni. Come siete partiti a livello associativo?
L'idea fu di due agenti siciliani Dario Landolina e Sandro Profumi che crearono un movimento di opinione online per contestare l'allora taglio di commissioni delle compagnie aeree e la vendita diretta di alcuni operatori. Da questo nacque Autotutela qualche stagione dopo: io arrivai nel gruppo nel 2003 e iniziai ad occuparmi delle adv del Piemonte.
Adesso è arrivato al terzo mandato alla guida di Aiav. E' vero che potrebbe passare la mano nel 2027?
Sono combattuto, lo ammetto. Vedo che il settore è peggiorato e questo non mi piace. Poi non è mai semplice dialogare con le istituzioni. Ma allo stesso tempo l'associazione mi ha dato tanto e ho avuto modo di imparare molte cose. Sono grato e per questo mi prendo il giusto tempo per vedere come e se proseguire. Non c'è alcuna fretta.
Le agenzie sono cambiate negli ultimi anni ?
Il Covid ha messo in ginocchio le adv non solo sotto il profilo finanziario, ma anche mentale. Vedo che quelli bravi faticano ad emergere in un quadro globale non esaltante. La formazione non interessa molto e adesso siamo (in media) sotto del 30% delle vendite. Il morale non è altissimo. Nonostante il calo dei negozi su strada degli ultimi 3-4 anni il fatturato dei singoli punti vendita non decolla. Oggi a Torino vi sono circa 180 agenzie, ma prima del Covid erano 250.
E gli iscritti Aiav?
Adesso sono 2.370 iscritti veri con grande partecipazione di Lazio, Sicilia e Lombardia. Il nostro Fondo di Garanzia è valido e serve a dare serenità al comparto. Come Aiav offriamo una polizza assicurativa molto richiesta che offre garanzie e costa la metà delle altre sul mercato (uno spunto del vecchio Avataneo, ndr). In molti ci scelgono anche per questo motivo.
Cosa sta succedendo sul mercato?
Il conflitto del Golfo ha complicato una stagione partita bene e ora le agenzie sono in sofferenza. Servirebbero proposte di mercato innovative e più aperture su tutti i fronti. Vedo qualche bagliore grazie a un certo attivismo da parte di alcuni piccoli tour operator che ritengo interessante.
Ma il peso specifico e l'offerta sono limitati e in questa fase non è semplice.
Certo, ma vedrà che presto assisteremo a qualche cambiamento interessante che porterà aria fresca. Il gruppo di lavoro ExperTo si presenterà nei prossimi mesi e coinvolgerà marchi interessanti. Seguiamoli con attenzione.
Torniamo a inizio intervista. Perché non riesce ad andare d'accordo con le altre associazioni?
Non siamo simpatici a tutti perché ci identificano ancora con Autotutela, ma siamo diversi ormai. E' cambiato tutto e le battaglie di retroguardia servono a poco. Bisogna smetterla di discutere tra associazioni, perché forniamo un'immagine distorta alle agenzie. Non c'è bisogno anche di questo adesso.