Rincari estivi: non solo caro-benzina. Gli aumenti un po' su tutti i servizi, secondo l'Istat

Secondo l'indice completo dei prezzi al consumo di maggio dell'Istat, l'ultimo a disposizione, gli aumenti colpiscono dritti al cuore delle spese di chi va in vacanza. Il biglietto aereo è arrivato a costare un bel 16% in più, ma rincari anche anche per gli stabilimento al mare, i ristoranti, e gli alberghi. Il greggio che aumenta ha spinto in alto i prezzi dei trasporti. E se volare è al primo gradino dei rincari, anche navigare verso le isole non è la più economica delle scelte: i biglietti per imbarcarsi sono in crescita del 4,1%. Il vecchio buon treno, invece, incide sulle spese con appena lo 0,41% in più. Gli automobilisti se la devono vedere con l'aumento del pieno (a maggio 9,7%), coi pedaggi autostradali che l'anno scorso costavano il 3,1% in meno e, se capita pure che l'auto si rompe, le ricevute del meccanico segnano un 2,9%. Il 2,7% in più è l'aumento medio degli alberghi: "Non siamo in cima alla lista del caro-vacanze" si difende Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. "Però che ci sia un problema di prezzi è vero e per noi molto dipenderà da quel 10% di italiani ancora incerti se andare in vacanza oppure no. Tanti, se si pensa che lo scorso anno nella categoria indecisi erano il 4%. Da che dipendono i rincari? Da un ragionamento più complesso che non siamo riusciti a fare. Da una politica di governo assente sul turismo. Pensi all'Iva: da noi è del 10%, in Spagna del 7 e in Francia del 5". E l'aumento maggio su maggio delle formule viaggio-soggiorno è del 4,3%. I parchi divertimento hanno stampato un 4,9% sulle proprie tariffe e le discoteche fanno ballare solo il portafoglio con aumenti del 2,3%

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