Il Perù investe nel turismo rigenerativo di Ande e Amazzonia

Il Perù reinventa la propria offerta. Per staccarsi dalla consolidata immagine di destinazione archeologica il Paese investe nel turismo rigenerativo comunitario, con nuovi circuiti di cucina tradizionale e fusion e con la valorizzazione culturale del Nord, così come dell’Amazzonia più remota. “A fine 2025 siamo riusciti a raggiungere 4,1 milioni di arrivi internazionali, ottenendo una crescita del 4,1% rispetto all’annata precedente - spiega Jorge Llosa, consigliere economico e commerciale di Promperù in Italia - benché in linea generale il tasso recovery sul periodo pre-pandemico sia ancora al 78,8%, con una spesa totale pari a 5,3 miliardi di dollari. Anche il numero dei visitatori italiani risulta al momento ridimensionato, circa 60mila rispetto ai 75mila del 2019, ma essendo in costante aumento riusciamo a sviluppare più facilmente esperienze ad alto valore trasformativo sia per il turista, che per i territori”.

Altre cinque destinazioni rurali - Huancaya, Leimebamba, Maras, Quinua e Sibayo - sono state infatti incluse nella lista Unwto “Best Tourism Villages”, portando il Perù al secondo posto nel mondo con tredici villaggi complessivi, mentre la promozione dell’intera Real Ruta dos Incas punta oggi a redistribuire gli eccessivi flussi di Machu Picchu (1,5 milioni di visitatori all’anno) attraverso esperienze trekking e benessere in tutto il Paese.

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