Italo in Germania nel 2028, si apre lo scontro con Deutsche Bahn

Si accende la competizione sul mercato ferroviario tedesco. Dopo l’annuncio dell’ingresso di Italo in Germania a partire dal 2028, arriva la prima presa di posizione pubblica della ceo di Deutsche Bahn, Evelyn Palla, che in un’intervista esclusiva al Corriere.it critica apertamente le richieste avanzate dall’operatore italiano.

“Ci sorprende - afferma Palla - che Italo non creda semplicemente nei propri punti di forza e chieda allo Stato tedesco un trattamento speciale per entrare nel mercato tedesco. Una cosa del genere non l’abbiamo mai vista”.

Nei piani del vettore ferroviario italiano ci sarebbe l’ingresso nel mercato tedesco con 30 treni ad Alta velocità e 56 corse giornaliere, con collegamenti ogni ora tra Monaco, Colonia e Dortmund, e ogni due ore tra Monaco, Berlino, Amburgo. L’azienda italiana intende così contribuire all’abbassamento dei prezzi dei collegamenti ad alta velocità nel Paese, così come avvenuto sul mercato nostrano. Un modello, secondo Deutsche Bahn, non importabile in Germania. “Una crescita nel traffico ferroviario a lunga percorrenza è difficilmente possibile, perché oggi la rete ferroviaria è già completamente satura in molti punti. In Germania la situazione è diversa rispetto all’Italia”, dichiara Palla, “Italo pratica il cherry-picking sulle linee principali. Noi garantiamo invece un’offerta efficiente di collegamenti a lunga percorrenza in tutta la Germania. Mettiamo in servizio 400 treni ICE e abbiamo 135 milioni di clienti: circa sei volte quelli che oggi trasporta Italo in Italia”.

Puntuale sul quotidiano la risposta del ceo di Italo, Gianbattista La Rocca, che respinge le accuse di DB e rivendica il valore della liberalizzazione ferroviaria: “Il vero valore della competizione e della liberalizzazione sta nel fatto di creare nuova domanda: non siamo un’azienda che entra in un sistema per combatterlo, per andare contro tutti. Vogliamo, all’opposto, lavorare a favore del sistema. Siamo un investitore di lungo periodo”.

A fine giugno è attesa la decisione dell’autorità federale tedesca, che potrebbe segnare l’inizio di una nuova sfida europea nel settore ferroviario.

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