La Thailandia
punta sulle mete
emergenti

La Thailandia si prepara al 2027 dando più spazio alle mete emergenti. Chiravadee Khunsub, Deputy Governor per il Marketing Internazionale di Tat per Europa, Africa, Medio Oriente e Americhe, illustra a TTG Italia gli obiettivi e le opportunità in vista per il trade italiano.

La strategia prevede ”un rapporto 60:40 tra destinazioni consolidate ed emergenti - riferisce Khunsub -. Nel Nord affianchiamo Chiang Rai a Chiang Mai, nel Nordest valorizziamo Ubon Ratchathani e nel Sud proponiamo la costa di Krabi. Vogliamo alleggerire la pressione su mete come Phuket, Bangkok e Koh Phi Phi e portare benefici economici alle comunità locali”.

Tra gli obbiettivi c’è quello di “aumentare il valore di ogni soggiorno, allungandone la durata e distribuendo i flussi durante l’anno”, spiega Khunsub, precisando che la strategia guarda anche a incrementare le entrate. “A livello complessivo puntiamo a un incremento delle entrate turistiche di almeno il 5% rispetto al 2026. Puntiamo su esperienze premium su misura, wellness, viaggi di nozze e turismo culturale”.

Il mercato italiano è guardato con attenzione: “Da gennaio a settembre 2026 abbiamo registrato 193.535 arrivi italiani su 23,19 milioni di ingressi internazionali. Il soggiorno medio degli italiani è di 12,24 notti, con una spesa di circa 1.500 euro a viaggio. Prevediamo di chiudere l’anno con 298.725 visitatori, pari al 3,58% degli arrivi europei”

Per favorire gli arrivi sono cruciali le connessioni. “Ita Airways porta la Roma-Bangkok a cinque frequenze settimanali a novembre e a un volo giornaliero da dicembre a marzo; Thai Airways mantiene il collegamento quotidiano Milano Malpensa-Bangkok - afferma Khunsub -. Lavoriamo con i vettori per ampliare capacità e rotte: tariffe aeree e disponibilità di posti incidono fino al 50-60% sul prezzo finale dei pacchetti”.

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