Le Olimpiadi e la montagna: alle radici di un nuovo immaginario

È una storia semplice, dai risvolti talvolta anche prevedibili, ma che ti tiene incollato dalla prima all’ultima pagina. Forse perché parla di una montagna riscoperta, meta di molti possibili viaggi. “La volta giusta”, l’ultimo romanzo di Lorenza Gentile – autrice tradotta in nove Paesi – fotografa in trecento pagine l’esperienza del ritorno alle terre alte, fenomeno in espansione fra i giovani che, secondo dati UNCEM, negli ultimi sei anni avrebbero regalato alle montagne italiane 135mila nuovi abitanti, fra cui numerose famiglie. La speranza sarebbe quella di riportare alla vita luoghi per troppo tempo ritenuti privi di interesse e di futuro e, pertanto, svuotati.


È quanto accade nel racconto di Lorenza Gentile, premiato dai lettori per la sua (apparente) naïveté e per la capacità di raffigurare una montagna che invece un futuro può averlo. La stessa, in fondo, protagonista dello spot realizzato da Ogilvy per Trentino Marketing in previsione degli imminenti Giochi Olimpici. Anche in questo caso (ma non per caso) l’ambiente è il rifugio di montagna che si trasforma in rete sociale fisica, con ai tavoli le volontarie e i volontari coinvolti nell’evento impegnati ad accogliere i visitatori nelle più diverse lingue del mondo. Uno spot che per stessa ammissione degli autori “evita immagini celebrative e stereotipi turistici”. Non una cartolina, dunque, ma un luogo animato e caratterizzato dalle voci e dai volti di chi quotidianamente lo abita.

Caratteristiche che stanno riconquistando peso e spazio anche nella narrazione di viaggio. Lonely Planet le ha infatti poste al centro dei recenti volumi “Alpi on the Roade “La montagna inaspettata”. Quest’ultimo peraltro – come tiene a precisare l’editore - ambientato fuori dagli “scenari di un inverno nostrano con boschi che profumano di neve e case con i camini fumanti”, e dedicato a vette e declivi di ben altre latitudini: da Jarabacoa, nella Repubblica Dominicana, a Mae Hong Son, in Thailandia, dalle isole granitiche delle Seychelles al deserto di ghiaccio nella Turchia orientale.

In fondo, la costante di tutti gli esempi riportati è, come puntualizza Lonely Planet, “scoprire insieme un altro volto della montagna”. Una montagna che in effetti si sta trasformando in un vero e proprio laboratorio di socialità e nuova cultura, riunendo chi vorrà esserci in una Nuova Orchestra, quella descritta nella bella mostra visitabile fino al 31 maggio al Museo Nazionale della Montagna di Torino che, come spiegano i curatori, testimonia “un fenomeno di “restanti”, “ritornanti” e “nuovi abitanti” meritevole di essere sostenuto da politiche pubbliche adeguate”.


Tutto ciò per restituire benessere ed economia a paesi che potranno tornare ad essere vivi “perché – come concludono i protagonisti del libro di Gentile - ci siamo noi: forse siamo pochi, ma siamo qui. E questa sì che è magia”.

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