Accenture e il travel:
“Così cambia
la ricerca sul web”

Il web tourism ha un serio problema. A evidenziarlo è lo studio “A new AI-driven paradigm for smarter, more efficient and more relevant travel” di Accenture, secondo cui il 59% delle ricerche odierne su Google non genera più clic. “Semplicemente significa che le ricerche sono diventate conversazionali - spiega Stefania Filippone, Accenture travel Industry lead - essendo rapidamente evolute non solo da una modalità Search Engine Optimization a Generative Engine Optimization, ma da quest’ultima ad Answer Engine Optimization, ovvero al rapporto digitale basato su domanda/risposta”.

La prima e più grave ricaduta riguarda la perdita di visibilità diretta dei brand, rimpiazzati dalla maggior credibilità attribuita agli strumenti agentici, in particolare dalle generazioni più giovani. “L’Intelligenza Artificiale riesce oggi a imporsi perché sa rispondere più rapidamente alle esigenze di iperpersonalizzazione - rileva Arianna Galante, Accenture Song Travel account lead - guadagnando in tal modo più credibilità in un mercato di creazione contenuti estremamente frammentato, oltre che in difficoltà nel risultare coerente ai cosiddetti touchpoints: le interazioni di fidelizzazione”.

Accenture Song, il gruppo creativo della compagnia di consulenza strategica, ha perciò lanciato sul mercato una nuova customer journey experience, che dalla domanda del cliente e, attraverso la mediazione dell’agente di viaggi, prevede l’integrazione fra una Unified Content Platform basata su IA generativa e brain strategist in grado di processare sino a 2000 contenuti per singola idea di viaggio.

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