Speranzosi

Sono quasi 2 anni che agenzie di viaggi e operatori turistici vivono di speranza (con la s minuscola). Tra il tutto chiuso e qualcosa si apre, o si aprirà.

Scatenando attese infinite, commenti e voglia di ripartire. Anche questa volta però non poteva mancare la doccia fredda. Arrivata prima con un provvedimento che offre poco in termini di operatività e lascia in corpo arrabbiature pesanti. Ma la dichiarazione apparsa sul Corriere “io sono per le vacanze in Italia”  del ministro della Salute Roberto Speranza fa cadere le braccia.

Per settimane, anzi mesi, si è discusso con il suo dicastero per mettere a punto direttive e aperture sui viaggi all’estero con un lavoro preciso delle varie associazioni. Sembrava finalmente ci fossero i presupposti per un fine anno denso di norme rigorose ma con un turismo ritrovato. E invece il ministro ha spiegato di nuovo di restare tappati in casa. E in tutto questo non si è alzata la voce del ministro del Turismo Massimo Garavaglia che aveva promesso aperture. Non esiste coordinamento governativo pare ovvio, però è anche giunta l’ora di smetterla di seminare false speranze.

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