Caos voli e costi elevati, l’altra faccia della ripresa

Si fa presto a parlare di sold out, di destinazioni stracolme di turisti e operatori che, soddisfatti, incassano una prenotazione dietro l’altra. In realtà, se è vero che la ripresa dei viaggi ha permesso alle agenzie e ai tour operator di tirare un sospiro di sollievo, non si può ignorare che l’innalzamento dei costi delle materie prime e il caos voli stiano ora gettando un’ombra inquietante sulla ripresa.

Autunno critico
Il primo a non credere che l’emergenza sia finita è il direttore generale di Federturismo Confindustria, Antonio Barreca: “In maniera entusiastica si sta definendo il 2022 come l’anno della grande ripartenza. In realtà oggi le imprese sono ancora in apnea. L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, così come la fine del temporary framework e l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce sono tutte condizioni che messe le une accanto alle altre determineranno in autunno un deterioramento delle condizioni di mercato”.

Troppi voli cancellati
Sposta l’attenzione sugli effetti devastanti delle tante cancellazioni aeree sull’attività dei tour operator il vicepresidente di Astoi, Andrea Mele: “Comprendiamo che ci siano problemi di personale negli aeroporti, comprendiamo che anche nelle compagnie aeree vi siano problemi di equipaggio e di servizio ma, al tempo stesso, è necessario ed urgente capire che in questo modo si sta uccidendo definitivamente il turismo dopo due anni di agonia”.

Soluzioni tampone
Non si fa illusioni che la situazione possa rientrare velocemente la presidente di Fiavet, Ivana Jelinic: “L’estate ormai è in parte compromessa e sicuramente tutti i problemi legati alle cancellazioni ce li porteremo dietro, nella migliore delle ipotesi, almeno fino all’autunno. A questo punto bisogna capire se esistono delle formule assicurative che possano coprire in maniera più esaustiva, senza tetti e grosse limitazioni questi disservizi che per noi comportano aggravi economici pesantissimi. Ma è chiaro che in un clima così incerto esistono solo soluzioni tampone”.  

Guardare avanti
Che le aziende del comparto debbano ancora affrontare sfide “da togliere il sonno” lo pensa anche il presidente di Quality Group, Michele Serra: “Il 2022 - scrive in un post su Linkedin - potrebbe non essere l’anno del ritorno degli utili, ma deve essere l’anno in cui si riparano i guasti, si rimette in efficienza il meccanismo, si aiutano i collaboratori e i corrispondenti a risollevarsi. Anche se i margini non saranno quelli consueti e dovremo sobbarcarci delle spese eccezionali per sopperire alla fragilità operativa del sistema, bisogna affrontarle con coraggio”.

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