Il ministro, il settoree le buone intenzioni

Le intenzioni sono positive e i primi risultati cominciano ad arrivare. Daniela Santanchè è arrivata a Napoli con l’ennesima rassicurazione per gli operatori del settore: “La musica è cambiata - ha detto il ministro del Turismo - e il nuovo Governo non lascerà più soli i rappresentanti di un settore in grado di ridare fiato all’economia dell’intero Paese”.

Certo, la strada sarà lunga, anche perché, sottolinea il titolare del MiTur, “non si possono colmare in pochi mesi le mancanze del passato”.

Su un punto però Santanchè insiste: la nuova strategia prevede ascolto e attenzione nei riguardi di chi lavora nel settore, per essere in grado di comprendere le reali esigenze e, di conseguenza, il modo migliore di allocare fondi dove è possibile creare ricchezza. Per gli operatori e per i territori coinvolti.

La franchezza e la disponibilità dimostrate in queste settimane dal ministro hanno fatto breccia nel mondo del turismo, che dà credito alle sue buone intenzioni, anche se, ricorda il patron di Bmt e amministratore unico di Progecta, Agioletto De Negri, “è necessaria una riforma radicale del sistema turismo, con interventi mirati nel settore”. Proprio per questo le riunioni tecniche già avviate rappresentano un punto fondamentale dal quale ripartire insieme.  

Cosa pensa il turismo
“L’attenzione dimostrata dal ministro è senz’altro positiva – ha commentato il presidente di Fto, Franco Gattinoni -.  Solo due giorni fa tutte le associazioni erano riunite per discutere con il Governo sul tema della carenza di personale. Serve una nuova regolamentazione e il ministro Santanchè  ha confermato la volontà di collaborare per migliorare le politiche del lavoro”.

Valutazione positiva anche da parte di Astoi, il cui presidente Pier Ezhaya ricorda come “il piano strategico sul turismo guardi finalmente al futuro, con l’obiettivo di dargli uno status di settore industriale. Astoi e le altre associazioni di categoria sono pronte a sostenere l’operato del Governo e a essere parte attiva per costruire un’Italia migliore”.  

I tempi sono maturi e le buone intenzioni del ministro potrebbero davvero rappresentare un punto di svolta rispetto al passato. Purché si faccia presto.

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