Battifora, Naar:
“Contatto diretto
con le agenzie”

I prodotti di nicchia tengono testa a qualsiasi crisi. Se la guerra nel Golfo Persico ha indubbiamente indebolito l’offerta turistica mediorientale, a oggi Naar Bespoke Travel è riuscito a conseguire una crescita a doppia cifra intercettando il progressivo spostamento della domanda viaggi a Ovest, includendo Irlanda, UK e Canada, ma anche area Caraibi e Sudamerica.

“Gli Stati Uniti soffrono l’effetto Trump - ha spiegato all’ultima tappa del workshop Skill Up! With Naar Luca Battifora, managing director Naar Bespoke Travel - e i numeri sono innegabilmente inferiori allo scorso anno, ma non è escluso un rapido rimbalzo della domanda verso giugno: la destinazione resta fra le preferite degli italiani, al punto da guidare gli arrivi europei anche in questo periodo complesso”.

“Dallo scorso gennaio abbiamo realizzato 30 iniziative d’incontro e formazione sul territorio nazionale - aggiunge Battifora - ed entro la fine dell’anno arriveremo a 50, dedicando fra l’altro tre focus ai nostri prodotti storici Usa, Polinesia e Giappone. Al di là dell’innovazione tecnologica, per i clienti Naar il contatto diretto e la consulenza col personale specializzato rappresentano l’elemento decisionale più importante. L’ultima dimostrazione è stata offerta proprio nella gestione della crisi mediorientale: in meno di nove giorni abbiamo sostenuto e rimpatriato tutti gli ospiti nell’aree critiche, accollandoci una spesa complessiva di 150mila euro senza alcun tentennamento o ritardo”. Nonostante i rallentamenti provocati dalla crisi, il tour operator ha confermato di poter chiudere il 2026 raggiungendo i cento milioni di euro di fatturato.

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