Costruire fiducia:
la missione dei t.o.

Se c’è una lezione che questa ennesima crisi ha insegnato è che il turismo organizzato vive di relazioni e si nutre di fiducia. Lo sanno bene i tour operator, che negli ultimi mesi hanno lavorato con l’intera filiera per ricostruire il dialogo con i consumatori, scoraggiati dal susseguirsi di scossoni geopolitici e cronache allarmistiche. Attraverso campagne di comunicazione e iniziative commerciali improntate alla flessibilità, gli operatori hanno cercato di restituire serenità a una domanda esitante e spesso confusa.

Così, se l’estate sembra ormai destinata a giocarsi sul terreno delle prenotazioni sotto data, iniziano ad arrivare segnali incoraggianti per l’inverno. Le richieste sul lungo raggio - racconta un ampio servizio sul nuovo TTG Global, disponibile online nella digital edtion - stanno timidamente riprendendo quota, a dimostrazione che il desiderio di viaggiare non è mai venuto meno. Ciò che è cambiato è l’approccio all’acquisto. Il viaggiatore, oggi più che mai, cerca rassicurazioni prima di investire in una vacanza.

“Spostarsi necessita di tranquillità, quindi in un mondo che non è tranquillo i presupporti per il viaggio vengono meno”, sottolinea Danilo Curzi, ceo di Idee per Viaggiare.

Una cautela che va letta anche alla luce delle difficoltà economiche generate dalla cosiddetta era della policrisi, che sta comprimendo la capacità di spesa di ampie fasce della popolazione, come fa notare Isabella Candelori, direttrice commerciale trade Italia di Nicolaus.

“Più che una diffidenza specifica nei confronti del prodotto vacanza, riteniamo si tratti di una contrazione temporanea e generalizzata della propensione al consumo, che sta interessando trasversalmente diversi settori merceologici in Italia - puntualizza Candelori -. Il consumatore italiano sta attraversando una fase di prudente attesa, legata non solo alle note tensioni internazionali, ma anche a un diffuso senso di incertezza economica domestica. Tuttavia, l’esperienza storica legata a precedenti dinamiche di mercato ci insegna che l’approccio attendista è destinato a spegnersi: siamo fiduciosi che, con il consolidarsi del clima estivo, il desiderio di evasione del pubblico italiano saprà prevalere sulla prudenza attuale”.

Attendismo, una costante

La prudenza rappresenta una costante del mercato italiano, secondo l’amministratore delegato di Kel 12, Gianluca Rubino. Commentando il rallentamento della presenza dei connazionali in alcune destinazioni lontane dai conflitti, come l’Egitto, Rubino osserva: “Confermiamo una maggiore cautela rispetto ad altri mercati europei. L’italiano tende storicamente ad avere una sensibilità elevata rispetto ai temi geopolitici e alla percezione di sicurezza, spesso influenzata anche dalla velocità e dall’intensità del racconto mediatico”...

Leggi il servizio completo su TTG Global, disponibile nella digital edition

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