Garanzie e flessibilità
La via maestra del travel

L’estate sarà complicata, inutile negarlo, ma il turismo è resistente e ripartirà, come sempre. Occorrerà, però, essere pronti a cavalcare al meglio la ripresa. Questo il messaggio che i player di settore vogliono dare al mercato, forti di una consapevolezza: viaggiare è un bisogno imprescindibile, ma nei prossimi mesi si dovrà agire con oculatezza, soprattutto sul fronte del pricing.

“Stiamo assistendo a un forte rallentamento del bene di consumo della vacanza, con una frenata importante della propensione all’acquisto - ha sottolineato Leonardo Massa, vicepresident Southern Europe di Msc -. Come sempre, dunque, alla fine si creeranno dei colli di bottiglia perché quando esploderà la domanda - perché la domanda esploderà - i prezzi cresceranno e torneremo nel loop in cui i consumatori si lamenteranno delle tariffe troppo salate. I comportamenti non seguono logiche razionali, quindi rischiamo tanto”.

Un invito al buonsenso

D’accordo con lui Danilo Curzi, ceo di Idee per Viaggiare, che esorta tutti al buonsenso: “Bisogna rimanere calmi - ha detto, intervenendo nel corso di una trasmissione a Radio Turismo -, approfittare di questo tempo sospeso per creare nuove situazioni, nuovi sviluppi per riproporsi quando si tornerà alla normalità. Allora, però, la domanda dovrà fare i conti con un aumento dei prezzi quasi inevitabile per cercare di rimettere a posto le perdite accumulate”.

“È proprio qui - ha aggiunto - che bisogna riuscire a comprendere come accanirsi sul prezzo per cercare di recuperare non sia la soluzione migliore, perché rischia di mettere paura alle persone. L’invito è che i fornitori, come i vettori e le catene alberghiere, abbiano il buonsenso di fare in modo che il pricing sia accettabile e non sproporzionato”.

Alla questione del pricing si somma anche un problema di comunicazione: “In questo momento - ha osservato Massimo Diana, direttore commerciale di Ota Viaggi - l’italiano ha solo una parola in mente: incertezza. Allora l’atteggiamento è inevitabilmente attendista: il 50% dei clienti oggi non ha ancora deciso da qui a cinque mesi cosa fare”.

Ora l’obiettivo è, dunque, dare ai clienti un’informazione corretta, anche per contrastare la tanta disinformazione mediatica che, secondo Diana, inquina il mercato: “Tutti quanti insieme dobbiamo mandare un messaggio di garanzia, professionalità e flessibilità - ha evidenziato -. Dalla prossima settimana noi studieremo nuove forme di marketing e comunicazione per cercare di scardinare questa idea di incertezza che pervade la clientela”.

“Stiamo vivendo una situazione oggettivamente complicata - ha aggiunto Stefano Maria Simei, direttore generale di Futura Vacanze - e io non ho la palla di cristallo, ma sono positivo: il turismo è un bene indiscusso, ci sarà sempre, ma noi dobbiamo rafforzare i nostri anticorpi per riuscire a gestire situazioni come questa in maniera flessibile”.

E ha citato la lezione del Covid: “Dopo quel periodo - ha ricordato - le dinamiche delle aziende sono migliorate e il movimento di turisti è cresciuto enormemente, tanto che il comparto del turismo organizzato ne è risultato fortificato. Sono convinto che ci sarà futuro, ma bisognerà essere bravi a cogliere le occasioni. Cerchiamo di metterci nelle condizioni di poter fare un buon anno, nei limiti del possibile”.

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