Il bilancio di Ezhaya:
‘Domanda ripartita
per il Mediterraneo’

Un anno in chiaroscuro che, nonostante la ripresa delle prenotazioni, non batterà il 2025. Questo il pre-bilancio di Pier Ezhaya, presidente Astoi, che ha parlato in una intervista rilasciata a Caffè Affari su Class CNBC confermando i dati dell’Osservatorio Astoi presentato qualche settimana fa.Siamo partiti molto bene all'inizio dell'anno, due mesi, gennaio-febbraio, che facevano presagire una stagione da record. Poi la indubbiamente la crisi in Medio Oriente ha un po' bloccato tutte le prenotazioni. Dai primi di giugno, però, la domanda è ripresa in maniera veramente forte, quasi più per urgenza che per una soluzione in Medio Oriente che, in realtà, non è ancora avvenuta”, ha dichiarato.

La ripresa, tuttavia, ha proseguito Ezhaya “non ci porta ad avere un bilancio complessivamente positivo. Come ordine di grandezza parliamo di un calo del 5% del fatturato rispetto all'ottimo 2025. Tutto sommato è un dato che possiamo accettare visto come si era presentata la situazione in primavera”.

Il profilo del viaggiatore

Alla domanda sui profili dei viaggiatori contemporanei il presidente di Astoi ha tenuto a fare le dovute precisazioni. La domanda estiva, infatti, è legata a un turismo più dei grandi numeri “mainstream”. “Però vediamo che sta crescendo sempre una domanda più personalizzata di viaggi su misura, di viaggi anche molto esperienziali, molto costosi – ha spiegato Ezhaya - Le persone, più che il lusso a 5 stelle, con servizi super eccessivi, cercano esperienze. Ovvero entrare in contatto col territorio, con le popolazioni locali, con la cultura, con la gastronomia e quindi anche gli operatori devono essere pronti a preparare un'offerta che risponda a questi bisogni crescenti”.

Il fattore costi

Non è mancata una domanda sul fattore costi, in particolare l’aumento del jet fuel. “Sicuramente il carburante ha avuto un aumento – ha spiegato Ezhaya – quindi più il volo è lungo, più questo impatta sul costo delle vacanze. Certamente ci si orienta prettamente nel Mediterraneo e in Italia. Questo, però, è un fenomeno che si ripete ciclicamente ogni estate, nel senso che il Mediterraneo la fa sempre un po' da padrone”, ha precisato, “quindi direi tutto sommato una stagione per il nostro Paese che si configura positiva”.

Il presidente di Astoi ha concluso con una nota di apprezzamento “da tecnico” per l’Italia, ritenuta oggettivamente un Paese con asset preziosi per attirare il turismo, tuttavia il nodo rimane ancora costruire “un'ospitalità più strutturata, un'industria più strutturata. Credo che l’Italia debba ancora fare quel salto industriale che molti altri Paesi hanno fatto. Mi spiace citare sempre la Spagna, ma è sicuramente un Paese che dal punto di vista del turismo ha creato un'industria potente e massiccia che naviga anche Oltreoceano. L'Italia deve ancora fare questo salto e speriamo che si vada in questa direzione. C'è molto da fare dal punto di vista dell'ospitalità, degli standard di servizio, anche renderci più leggibili ai turisti internazionali”.

Ti è piaciuta questa notizia?

Condividi questo articolo