Il turismo organizzato è morto. Viva il turismo organizzato. I dati presentati al Travel Innovation Day a Milano raccontano una realtà in salute, e con un anno florido davanti a sé.
Nel complesso, in Italia il comparto tour operator, crociere e agenzie di viaggio è cresciuto del 5% dal 2024 al 2025, passando da 6,2 a 6,5 miliardi di euro. Più degli altri comparti presi in considerazione, ovvero ricettività (+2%) e trasporti (+5%). È questo il quadro positivo presentato da Federica Russo, ricercatrice senior, che ha illustrato a Milano i risultati della ricerca 2025 degli Osservatori Travel Innovation e Business Travel del Politecnico di Milano.
Tra le motivazioni di questi dati positivi è stato citato il calendario di ponti particolarmente favorevoli che si è presentato nel 2025. Significativo, in ogni caso, che gli italiani abbiano continuato a scegliere l’intermediazione dei professionisti per organizzarsi queste vacanze eccezionalmente lunghe.
Nello specifico, segmentando ulteriormente i risultati, i tour operator (escluse le crociere) hanno trainato la crescita registrando un +7% (da 3,3 a 3,5 miliardi di euro), mentre le agenzie di viaggio (escluse le tmc) dalla ricerca hanno visto un +4% (da 5,2 a 5,5 miliardi di euro).
Le proiezioni del 2026
Le stime del team del Polimi sono ugualmente positive per l’anno in corso (che, per inciso, non presenta gli stessi ponti vacanzieri). Crescita per i tour operator ancora stimata a un 7% per un totale di mercato di 3,7 miliardi di euro, mentre un ulteriore segno positivo è previsto per le agenzie di viaggi, che dovrebbero crescere del 5% raggiungendo i 5,6 miliardi di euro complessivi.
Soprattutto in tempi sempre più instabili da punto di vista geopolitico, il ricorso al supporto della filiera del turismo organizzato e dei suoi professionisti sembra riscuotere, quindi, una rinnovata fiducia da parte del mercato italiano.