Viaggi di nozze,
la nuova mappa
secondo Veratour

Il viaggio di nozze non è più solo sinonimo di spiagge tropicali e relax. Le coppie cercano oggi esperienze su misura, capaci di combinare mare, cultura, natura, metropoli e momenti esclusivi da vivere insieme. È il quadro che emerge dall’analisi del Centro Studi Veratour, che fotografa un mercato in evoluzione, sempre più orientato verso itinerari personalizzati e ad alto valore esperienziale.

“Il viaggio di nozze resta una delle vacanze più importanti nella vita di una coppia, ma oggi viene vissuto in modo diverso rispetto al passato – spiega Stefano Pompili, co-ceo di Veratour –. Non basta più la destinazione da cartolina. Gli sposi cercano un viaggio capace di lasciare qualcosa: vogliono attraversare luoghi diversi, vivere esperienze autentiche, conoscere culture lontane e magari concludere con qualche giorno di mare e relax. È una richiesta più consapevole, che impone grande attenzione nella costruzione dell’itinerario”.

Le destinazioni degli sposi

Gli Stati Uniti si confermano la meta più desiderata dagli sposi italiani, con il 56% del totale dei viaggi di nozze. Tuttavia, il dato si mostra in lieve calo rispetto al 2025, quando gli Usa pesavano il 62,6% delle scelte honeymoon.

A rendere così forte la destinazione è soprattutto la possibilità di costruire viaggi combinati, come Usa + Santo Domingo o Giamaica (14,2%), Usa + crociera ai Caraibi (6,9%), Usa + Messico (5,9%). La formula più richiesta è infatti quella che abbina scoperta e relax: prima il grande itinerario, poi una settimana al mare o in crociera.

La sorpresa Giappone

Ma è il Giappone la vera sorpresa del 2026. Il Paese si conferma una delle destinazioni simbolo del nuovo viaggio di nozze. Da solo raggiunge il 18% del totale, in crescita dell’11,0% sul 2025. Un dato che, secondo il tour operator, racconta molto del cambiamento in atto: le coppie cercano sempre più spesso una meta capace di offrire cultura, città, natura, gastronomia, tradizione e modernità in un unico viaggio.

Più in generale, l’area Estremo Oriente passa dal 18,3% del 2025 al 22,7% del 2026. A trainare questa crescita è soprattutto l’Asia esperienziale: non solo il Giappone, ma anche Indonesia con il 3,7% e Thailandia con il 3,2% delle preferenze.

In crescita anche l’Africa Australe e subsahariana, che passa dal 6,1% del 2025 al 9,5% del 2026. Qui il modello più attrattivo è quello che unisce safari, natura e soggiorno mare. In particolare mete come Tanzania, Kenya, Sudafrica, Seychelles e Zanzibar compongono un’offerta molto coerente con l’idea contemporanea di viaggio di nozze, sempre meno statica e sempre più legata al racconto di un’esperienza.

L’Oceano Indiano rallenta

L’Oceano Indiano resta presente nell’immaginario honeymoon, ma perde leggermente peso, passando dal 7,8% del 2025 al 6,5% del 2026. Le Maldive si attestano al 3,3% del totale viaggi di nozze, in lieve calo rispetto allo scorso anno, mentre Mauritius pesa il 2,3%.

“Il dato non indica una perdita di attrattività del mare esotico, ma conferma una trasformazione della domanda - spiega l’operatore -: le coppie tendono meno a scegliere una sola destinazione balneare e più spesso costruiscono un viaggio composito, dove il mare diventa una parte dell’esperienza, non necessariamente l’unico motivo della partenza”.

I Caraibi come area autonoma pesano il 5,3% del totale, in linea con il 5,2% del 2025. Tuttavia, una parte importante della domanda caraibica entra nelle combinazioni con gli Stati Uniti.

Quella dei viaggi di nozze è oggi “una richiesta più consapevole, che impone grande attenzione nella costruzione dell’itinerario - conclude Pompili -. È una vacanza ricca e carica di aspettative emotive fortissime. Per questo la scelta non riguarda solo la meta, ma anche la possibilità di essere seguiti da chi sa organizzare ogni dettaglio e intervenire se qualcosa non va. È uno dei segmenti in cui il valore del tour operator e dell’agenzia di viaggi resta più evidente”.

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