Archiviata un’estate segnata dall’incertezza, c’è una buona notizia per il turismo organizzato: alla vacanza, nonostante tutto, non si rinuncia. Il viaggiatore italiano, solito troppo spesso a reagire ‘di pancia’, ha imparato a reagire alle situazioni con maggiore lucidità e consapevolezza. Si muove con prudenza sì, ma cerca alternative e riprogramma. Questo cambio di approccio è confermato quasi unanimemente dai tour operator. “Il turismo non si ferma. Rallenta, modifica le proprie rotte, ma non si arresta, almeno finché le tensioni rimangono all’interno di scenari che il viaggiatore conosce e ha imparato a interpretare” racconta il direttore commerciale del Quality Group, Marco Peci.
Il consumatore tende a ponderare bene e meglio le sue scelte di viaggio: “Il cliente è più selettivo - continua Peci -. Il prezzo continua ad avere un peso importante, ma soprattutto nel nostro segmento non è l’unico criterio di scelta. Cresce l’attenzione verso l’affidabilità dell’organizzazione, la qualità dell’assistenza, la competenza sulla destinazione e la capacità di intervenire rapidamente quando un imprevisto impone di rimodulare il viaggio”.
Questo approccio può portare il cliente a prendere decisioni sotto data, motivo per cui alle porte della stagione estiva molti operatori temevano un forte slancio last minute e guadagni risicati. Ma, segnala il ceo di Alidays, Davide Catania, “più che una stagione last minute, abbiamo visto una maggiore prudenza nelle decisioni e tempi di prenotazione più compressi”.
Orientati verso la qualità
In cerca di maggiori rassicurazioni, la domanda si è orientata verso proposte di qualità, spiega il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi: “Abbiamo osservato un interesse concreto per i viaggi di scoperta e per proposte costruite con cura” riferisce il ceo di Idee per Viaggiare, spiegando che “l’instabilità ha reso i viaggiatori più attenti nella scelta della destinazione e dei collegamenti”.
Sul piano della programmazione, a pagare gli effetti dell’instabilità sono state “le destinazioni dell’area mediorientale, insieme alle destinazioni del Sud-Est asiatico servite dalle compagnie del Golfo” segnala Claudio Asborno, responsabile della divisione tour operator di CartOrange.
La situazione nello Stretto di Hormuz, aggiunge Daniela Di Berardino, chief commercial officer di Kel 12, “ha inoltre alimentato le preoccupazioni legate ai carburanti, mentre gli hub degli Emirati e del Qatar hanno un ruolo importante per noi e per molti altri tour operator italiani”.
La gestione delle crisi
Sebbene la domanda si stia abituando a reagire alle crisi, la gestione di situazioni di emergenza richiede sempre un grande sforzo ai agli operatori, in primis sul piano del pricing, per non riversare gli eventuali aumenti sul cliente finale.
In merito alle oscillazioni del fuel, la direttrice commerciale del Gruppo Nicolaus, Isabella Candelori, spiega che “la nostra priorità è stata la salvaguardia della trasparenza verso la rete agenziale e il cliente finale. Da diversi anni proponiamo la formula del Prezzo Garantito, una politica commerciale che mette al riparo da addebiti retroattivi legati all’adeguamento carburante o altre oscillazioni. È una decisione strategica che ha avuto un forte impatto positivo sulla fiducia del trade, posizionandoci come partner affidabile e stabile in momenti di incertezza”.
In casa SoFly, segnala il direttore commerciale Alberto Giorgio, “abbiamo dovuto gestire un’emergenza arrivata troppo a ridosso dell’alta stagione. Su alcune destinazioni è stato inevitabile rivedere il pricing di quotazioni già consolidate. Su alcune operazioni Itc già pianificate abbiamo invece scelto di assorbire l’adeguamento fuel, dando un segnale concreto al trade e cercando, anche in una fase complessa, di semplificare il lavoro delle agenzie”.
Un altro sforzo è la rassicurazione del cliente finale, bombardato anche da un clamore mediatico spesso troppo allarmistico. Ne è stato un esempio il battage sulla carenza del carburante. “Per tutelare i clienti abbiamo lavorato anche sulla qualità delle informazioni” rivela Di Berardino. “Le comunicazioni frammentate sulla situazione dei carburanti - rimarca - hanno alimentato il timore di partire e poi rimanere bloccati a destinazione. Abbiamo quindi approfondito la situazione effettiva e spiegato come avremmo gestito eventuali disagi, anche attraverso la riprotezione dei passeggeri. In un contesto di incertezza, una parte sempre più importante del nostro lavoro consiste nell’offrire informazioni attendibili, assistenza e risposte concrete, aiutando il cliente a scegliere con maggiore serenità”.