Il tempo dell’armonia
Quando il lusso si scopre slow
e cambia il suo sguardo

Se lo shock provocato dalla pandemia da Covid aveva lasciato cicatrici evidenti nell’immagine del viaggio come ultimo rifugio possibile dalle storture di un mondo fuori controllo, la persistente instabilità degli ultimi anni ha portato a compimento la metamorfosi: la grande bellezza non è qualcosa da nascondere e vivere quasi con sensi di colpa, ma è figlia dell’impegno e del concorso di tutti coloro che sanno riconoscerla davvero. Il mercato, come sempre, ha trovato la sintesi ideale: meno quiet luxury, sempre più slow luxury.

Il tempo, quindi, è il vero asset di valore per i turisti upper level, come raccontano su TTG Luxury magazine i consulenti di viaggio e gli agenti che curano una clientela altospendente.

“I viaggiatori stanno progressivamente attribuendo un valore sempre maggiore al tempo - osserva Denis Bartesaghi, head of Exclusive ACIBlueteam -, alla calma e all’autenticità, elementi che rappresentano uno stacco necessario dalla frenesia quotidiana”.

Non è più questione di inseguire destinazioni trendy o prodotti inusuali, bensì di cambiare lo sguardo su quanto si ha da sempre sotto gli occhi.

“Lo slow luxury affonda le sue radici in una crescente insoddisfazione verso un modello di viaggio costruito come una check-list - spiega Alexander Creyf, operations director Travel Experts -, fatta di tappe serrate e ritmi poco sostenibili”.

Elemento centrale è l’immersione: meno tappe, soggiorni più lunghi ed esperienze non facilmente replicabili online, privilegiando regioni secondarie all’interno di Paesi già consolidati e mete emergenti con forte identità culturale o naturalistica. “Per il mercato luxury attuale - riconosce Giacomo Rigante, titolare e direttore generale di World Wide Lux - cura e originalità del travel designing sono diventate le risorse più importanti, dal momento che permettono di slegarsi da fenomeni di tendenza, status symbol e consumo, recuperando un approccio al viaggio legato alle sue radici più nobili”.

Ma il tempo è quello che manca. Lo ricorda una voce fuori dal coro, quella di Andrea Mereghetti, titolare di Dreamsteam: “Sul mio target di clientela io non vedo questa tendenza. Anzi - dice - vogliono fare più cose in meno tempo, perché ne hanno poco e vogliono farlo fruttare al massimo”.

La filosofia dello slow luxury, però, resta semplice ed efficace: togliere il superfluo, trovare il giusto ritmo in armonia con l’ambiente e, soprattutto, condividere con chi si ha vicino qui e ora.

Il servizio completo su TTG Luxury magazine, disponibile online a questo link

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