Direttiva
pacchetti Ue:
la battaglia
delle agenzie

11/05/2017
08:30
 

Ora si entra nel vivo. Entro fine anno dovrà essere pronta la normativa che recepisce in Italia la direttiva pacchetti dell’Unione Europea. Una serie di normative che, come spiegato, potrà radicalmente cambiare il mondo della vendita dei viaggi. Tanti i temi che riguardano da vicino la distribuzione, a iniziare dalla possibilità di vendere pacchetti anche per soggetti non in possesso della licenza di agenti di viaggi. Argomenti che, già negli scorsi mesi, hanno fatto drizzare le antenne degli addetti ai lavori.

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La triplice alleanza
In vista della discussione che dovrà portare alla realizzazione della legge in Italia, Assoviaggi Confesercenti, Federturismo Travel e Fiavet Nazionale “hanno siglato un documento - si legge in una nota diramata da Fiavet - al fine di sostenere in modo unitario gli interessi degli associati nella fase di recepimento della nuova direttiva europea”. Il testo porta la firma di Jacopo De Ria (presidente Fiavet) Gianni Rebecchi (presidente Assoviaggi) e Andrea Giannetti (presidente Federturismo Travel).

Uno dei punti chiave del dibattito che si sta aprendo in queste settimane riguarda proprio l’applicazione della direttiva pacchetti alla luce della particolare normativa vigente in Italia. “Il compito che le tre associazioni si prefiggono - prosegue il comunicato - è quello di evitare sia sconfinamenti dall’ambito naturale di applicazione della direttiva sia norme di recepimento incoerenti con la medesima che potrebbero danneggiare gravemente il comparto delle agenzie di viaggi”.

Obiettivo finale, dunque, difendere la categoria delle agenzie di viaggi in una fase particolarmente delicata, che potrebbe influenzare il comparto per molti anni a venire.

Il documento siglato sarà alla base del lavoro che coinvolgerà istituzioni e associazioni; a queste ultime spetterà il compito di far valere “in modo chiaro e determinato” le aspettative “delle imprese del settore”, come riporta ancora il comunicato, nell’ottica di unire la tutela del consumatore (ovvero il principale scopo della direttiva) con “gli interessi aziendali di chi, nella filiera dell’organizzazione e vendita dei pacchetti di viaggio, rappresenta l’anello economicamente meno remunerato”.


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