Affitti brevinei centri storici, Airbnb: “Servono regole e tutele”

Con il ritorno dei flussi turistici ai livelli pre-pandemici si riaccende il dibattito sul futuro dei centri storici delle città più grandi, dove tendono a concentrarsi maggiormente i viaggiatori mettendo in difficoltà i residenti, con ripercussioni negative sulla loro qualità della vita.

La ricerca di Quorum
Un problema evidenziato anche da una ricerca realizzata da Quorum con il contributo di Airbnb, da cui emerge come si temano difficoltà per i cittadini, ad esempio nella fruizione di alcuni servizi pubblici (timore condiviso dal 64,6% del campione, che sale al 72,6% a Roma e al 79,4% a Venezia).

Ma il sondaggio sottolinea anche che 8 italiani su 10 sono favorevoli alla possibilità per i privati cittadini di affittare la propria casa attraverso piattaforme turistiche digitali e l’impatto delle locazioni brevi per fini turistici sull’economia delle città è considerato positivo (82% del campione), pur con alcune preoccupazioni legate ai centri storici (a Venezia scende al 64,2%).

La proposta di Airbnb
Per venire incontro alle necessità dei residenti dei centri storici Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia, propone una regolamentazione quadro a livello nazionale del fenomeno degli affitti brevi, con tutele speciali proprio per i centri storici delle città d’arte, fino all’eventuale rimozione dell’annuncio, a patto però che tali misure non risultino punitive nei cont’fronti di chi affitta.

“Il turismo in appartamento – spiega infatti Trovato - è parte integrante dell’ospitalità Made in Italy, apprezzato dai viaggiatori e cruciale per gli host in tempo di crisi economica come quello attuale”. Le misure specifiche proposte da Airbnb, in linea con le recenti proposte della Commissione europea sulle locazioni brevi, prevedono innanzitutto la registrazione nazionale obbligatoria degli annunci di locazioni brevi pubblicati sulle piattaforme, che dovranno esporre obbligatoriamente un codice identificativo.

Altro punto fondamentale secondo Airbnb è la condivisione dei dati con le autorità, che potranno in questo modo segnalare eventuali irregolarità. Occorre poi effettuare una mappatura dei quartieri a forte pressione turistica, sui quali intervenire con misure addizionali. Bisogna infine tutelare la piccola proprietà privata, difendendo il diritto di utilizzare le seconde case e disciplinando in modo più stringente solo le attività imprenditoriali.

“Siamo favorevoli a una legislazione sugli affitti brevi omogenea a livello nazionale - sottolinea Trovato -, chiara e facilmente attuabile, per trovare un equilibrio fra le esigenze dei residenti e un turismo sostenibile, e crediamo che  una cabina di regia guidata dal ministro Santanchè sia fondamentale”.

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