I vantaggi dei chatbot nel Mice

23/01/2017
13:29
 

Sono saliti alla ribalta lo scorso aprile, quando Mark Zuckerberg ha annunciato di avere abilitato Facebook Messenger (che ha più di un miliardo di utenti) a “ospitare” quelli di aziende terze. Da allora, riporta Event Report, l’utilizzo dei chatbot è andato in crescendo – a luglio solo su Messenger ne erano già stati attivati 18mila – arrivando anche al settore degli eventi, di cui gli sviluppatori hanno individuato il potenziale per l'applicazione della tecnologia.

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Cosa sono i chatbot
Chatbot, letteramente, significa “robot (bot) che chiacchiera”. È un software di intelligenza artificiale in grado di interagire con le persone sostenendo conversazioni basate su messaggi di testo. È di fatto una chat con un’utenza automatizzata capace di rispondere alle domande che le vengono poste (sui temi per cui è programmata, naturalmente) e capace di “imparare” dalle interazioni con gli utenti migliorando così le proprie prestazioni di comprensione e di risposta.

Come funzionano
I chatbot funzionano principalmente sulle applicazioni di messaggistica (fra cui Facebook Messenger, Viber, Telegram, WeChat, non però WhatsApp) semplicemente digitando il nome del brand nella barra di ricerca dei contatti e inviando un messaggio, ma sono raggiungibili anche tramite SMS (basta avere il numero di telefono) oppure con un link posizionato su un sito web che permette di aprire la chat. Benché la tecnologia sia oggi solo agli inizi e le capacità di interlocuzione dei bot siano tutto sommato limitate – i dialoghi possono talvolta risultare surreali oppure il bot può non capire la domanda – molti brand hanno già cominciato ad adottarli come strumento di customer service, per fornire informazioni ai clienti 24 ore su 24, e come canale di vendita: tramite i bot di Burger King e Pizza Hut, per esempio, si possono già fare le ordinazioni per le consegne a domicilio.

Uno strumento ad altissimo potenziale
Secondo tutti gli esperti, i chatbot sono strumenti ad altissimo potenziale, e per diverse ragioni. Prima di tutto, l’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante e presto potremmo non notare la differenza fra i messaggi di un umano e i messaggi di un bot. Poi, i chatbot cavalcano alla perfezione i due maggiori trend del momento: lo smartphone e la messaggistica. Tutti usano lo smartphone, sempre e ovunque. E tutti inviano e ricevono messaggi di testo, tanto che Messenger e WhatsApp sono fra le app con più utenti al mondo. Si pensa inoltre che i chatbot sostituiranno gradualmente le app, che gli utenti ormai scaricano sempre meno (visto che trascorrono quasi il 90% del loro tempo online da mobile solo sulle 5 app più diffuse). I chatbot diverranno quindi per i brand “il” nuovo di canale di comunicazione con gli utenti: one-to-one, snello, immediato, sempre attivo.

I vantaggi dei chatbot applicati agli eventi
La facilità d’uso e l’immediatezza dei chatbot sono applicabili anche agli eventi, come hanno intuito i fornitori di tecnologia che hanno già sviluppato bot mirati, fra cui per esempio Eva o Concierge EventBot. Sul blog di Sciens.io, che ha sviluppato Concierge EventBot, si legge che i vantaggi, rispetto alla app dell’evento (se l’evento è piccolo o breve, la app può essere perfino troppo), sono che il bot non deve essere scaricato, che è veicolato tramite una piattaforma che gli utenti hanno già sul proprio smartphone (SMS, Facebook Messenger o qualunque altra app di messaggistica che li supporti) e che non occorre ingegnarsi per capire come funziona: basta digitare un messaggio di testo.

Un assistente multifunzione operativo 24 ore su 24
Il bot, spiega Sciens.io, viene programmato inserendovi tutti gli elementi dell’evento (location, mappa, programma, speaker, partecipanti, espositori, sponsor) in modo che possa rispondere alle domande degli utenti: dove’è il parcheggio più vicino, dove si trova la sala plenaria, quale speaker sta parlando in quel momento, etc. La conversazione può essere personalizzata se il bot ha accesso ai dati degli utenti, ai quali può inviare non solo testo, ma anche immagini, link, collegamenti a LinkedIn per informazioni aggiuntive su uno speaker o a GoogleMaps per fornire indicazioni su come arrivare alla location. Tutto ciò in modo automatico e a ogni ora del giorno e della notte, senza intervento umano. L’organizzatore può usare il bot anche per inviare notifiche o per intervenire in tempo reale su esigenze del momento (per esempio se il bot riceve richieste di alzare o abbassare il riscaldamento della sala), oppure per raccogliere il feedback dei partecipanti con domande su temi specifici. Siamo solo agli inizi comunque. E dei bot per gli eventi si sentirà molto parlare.


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