Estate a segno più, stime incoraggianti

30/11/2015
14:27
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Anche se sarà difficile soddisfare le proiezioni di inizio anno - che parlavano di un milione di visitatori in più e di oltre 14 miliardi di euro di incassi diretti - Andreas Andreadis, a capo dell’Associazione delle imprese turistiche elleniche (Sete), è comunque ottimista: l’estate turistica della Grecia sarà soddisfacente.

Un esempio su tutti è proprio quello fornito dal mercato italiano, che non sembra lasciarsi influenzare dalle difficoltà economiche del Paese. L’ultima rilevazione in ordine di tempo è quella di lastminute.com, che mostra come i nostri connazionali pensino alla Grecia come alla prima destinazione estera da raggiungere, per le prossime vacanze, dopo l’Italia.

Il Paese ellenico si piazza, dunque, saldamente sul podio delle destinazioni preferite, superando anche la Spagna. Tra le scelte spiccano, in particolare, Creta e Santorini.
I presupposti per un’ottima stagione estiva ci sono tutti. Secondo i dati riportati dalla Banca di Grecia, infatti, da gennaio a marzo il numero di visitatori nel Paese è salito di 45,6 punti percentuali rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso, passando da 1,187 a 1,729 milioni. In aumento anche le entrate valutarie, che hanno riportato una progressione di 12,8 punti percentuali arrivando a 532 milioni di euro. Un dato, quest’ultimo, frutto soprattutto dell’incremento di entrate dai mercati extraeuropei, che hanno portato nelle casse statali 266 milioni di euro, il 16,7 per cento in più sul 2014.

Gli arrivi dai Paesi Ue sono cresciuti addirittura dal 70,6 per cento nel primo trimestre, salendo a 1,021 milioni, mentre quelli dai mercati extraeuropei hanno riportato una progressione di 20,3 punti percentuali, arrivando a 708mila. Dall’area euro gli arrivi sono aumentati del 29,7 per cento.

Dalla Germania e dalla Francia si registrano gli incrementi più marcati; dal primo Paese i turisti sono aumentati del 35,9 per cento, mentre la progressione della componente francese rispetto al 2014 è del 94,2 per cento. All’opposto, il bacino russo ha subito un vero e proprio crollo, scendendo di 66,9 punti percentuali da gennaio a marzo; gli arrivi da questo Paese sono stati solo 9mila.

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