A caccia di nuovi target

19/10/2016
14:13
I visitatori dalla Penisola scelgono le mete per la sicurezza, la lunga stagione balneare e la natura

Un bilancio all’insegna della crescita, quello del turismo italiano negli Emirati e in Oman. Un bilancio che, per alcuni Paesi dell’area, va in controtendenza rispetto agli altri mercati. Secondo l’ultimo Barometro dell’Unwto, infatti, da gennaio a giugno l’inbound nella regione mediorientale ha subito un calo stimato di 9 punti percentuali rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Un trend che, ovviamente, varia molto da Paese a Paese, ma che non riguarda gli arrivi provenienti dalla Penisola, in forte aumento.

“La tutela dei turisti e la sicurezza dei visitatori sono pilastri fondamentali, oggi, per lo sviluppo turistico” sostiene Taleb Rifai, segretario generale dell’Unwto. Ed è proprio su questi due fattori che gli Emirati e l’Oman giocano per fare breccia sul mercato italiano. Caratteristiche riconosciute anche a livello istituzionale, se pensiamo che l’Oman è stato inserito nella top ten della categoria ‘Safety and security’, elaborata dal World Economic Forum.

Ma la stabilità politica, pur essendo fondamentale, non basta per attrarre nuove nicchie di clientela. E così i Paesi dell’area si fanno spazio nellla mappa turistica confidando sulle attrattive culturali, oltreché naturalistiche.

È il caso, ad esempio, del Qatar, che mira a differenziarsi dai competitor per la sua storia, legata al profondo rapporto con il mare: “Rispetto ad altre destinazioni dell’area - spiega Rashed AlQurese, chief marketing & promotion officer della Qatar Tourism Authority - il Qatar ha un passato particolare, modellato dal mare, che si riflette in molte attrazioni, dalle incisioni rupestri del neolitico a una serie di antiche torri di avvistamento, fortezze e insediamenti, oltre al sito di Al Zubrah, patrimonio Unesco”.

Anche Dubai ha l’obiettivo di consolidare un andamento in forte crescita, e per farlo punta a intercettare il business travel, in attesa del grande appuntamento dell’Expo 2020. Nella vision dell’emiro Mohammed bin Rashid al-Maktoum Dubai deve diventare un polo d’attrazione per il turismo business e, per farlo, l’emirato pensa in grande anche questa volta: basti pensare che, per il nuovo centro congressi e per gli hotel e il centro direzionale annesso, ci sono sul piatto addirittura 500 milioni di dollari.


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