Alla scoperta dell' 'altro mare'

27/05/2019
16:50
Peloponneso e Calcidica rappresentano il mix idelae fra cultura e spiagge deserte
 

Esiste una Grecia meno appariscente di quella delle cartoline in bianco e blu. Una Grecia di mare più discreta e molto meno frequentata dai turisti, che invece affollano le isole più famose in alta stagione, ma proprio per questo ancora più bella e autentica.

Peloponneso e Calcidica offrono uno spaccato di un’offerta che a spiagge da sogno e mare caraibico sa aggiungere tutto il calore della tradizione e il fascino della storia.

L’itinerario nel Peloponneso non può prescindere da alcuni gioielli storici e naturalistici. Si parte da Patrasso, raggiungibile in traghetto dall’Italia. Tappa a Olympia per scoprire uno dei siti meglio conservati della Grecia e poi giù, nella regione della Messenia, sostando a Koroni, uno dei tipici paesini greci sul mare con spiagge deserte anche in agosto e un bel castello con monastero da visitare. Il viaggio prosegue verso la penisola del Mani, fra le più selvagge dell’intera Grecia, con le tipiche case a torre e un gioiellino dove pernottare: Gerolimenas. Una manciata di case di pescatori, un piccolo porto e un mare trasparente: da non perdere!  Visita d’obbligo risalendo verso l’interno a Mystras, città bizantina fortificata patrimonio Unesco.

Anche la terza propaggine del Peloponneso custodisce gioielli unici: l’isola di Elafonissos - mare splendido e pochi turisti anche in agosto -, o il borgo medievale di Monemvasia a picco sul mare. Ultima tappa prima di passare dal canale di Corinto, il mare sull’isola di Hydra. Una chicca frequentata dagli ateniesi e interdetta alle auto e ai mezzi a motore in generale, da scoprire a piedi, a cavallo dei muli o sfruttando il servizio di piccoli battellini locali. Un mare incantevole e un’atmosfera da ‘Grecia d’altri tempi’ anche nella Penisola Calcidica, che con le sue tre falangi si protende nel Mare Egeo. Le penisole di Kassandra e Sithonia si caratterizzano per le belle spiagge e la possibilità trekking nell’entroterra, mentre il terzo dito, con il monte Athos, rappresenta un’occasione unica per i visitatori di sesso maschile, che possono entrare in contatto con la comunità monastica ortodossa, che conta oltre 2mila monaci in 20 monasteri.


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