Il caso Sharm el Sheikh

27/03/2017
10:50
La meta, spiegano i network, è ancora in ritardo nelle richieste, che privilegaino Marsa Alam e, in misura minore, Marsa Matrouh, sul Mediterraneo
 

Da regina delle prenotazioni a Cenerentola ancora in attesa di riscatto. Il trend in risalita che i network stanno registrando in maniera generalizzata sull’Egitto balenare sembra al momento non coinvolgere Sharm el Sheikh, meta quasi ‘italiana’ tanto era la sua popolarità negli anni appena trascorsi.  

Alla destinazione più rappresentativa dell’Egitto balneare, i turisti della Penisola sembrano infatti preferire Marsa Alam, sulla costa Ovest del Mar Rosso e, in misura minore, Marsa Matrouh, sul Mediterraneo.

“Le vendite – rileva il responsabile retail di Uvet, Ezio Birondi – stanno privilegiando di gran lunga Marsa Alam e molto meno Sharm, che si muove più lentamente”. Un orientamento delineatosi con chiarezza e che, alla luce dei fatti, i network non sanno bene come decifrare.
“Motivazioni oggettive per spiegare questo comportamento così deciso del consumatore - evidenzia il direttore commerciale di Geo Travel Network, Dante Colitta - non ci sono. È però indubbio che nell’immaginario comune Sharm venga recepita come meno sicura rispetto alle altre località egiziane”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’esperienza di Gattinoni Mondo di Vacanze. “Sharm el Sheikh - interviene il direttore generale, Sergio Testi - forse perché troppo affollata, forse perché ha perso la sua italianità, forse perché i clienti cercano qualcosa di nuovo, è sicuramente l’area balneare meno richiesta”.

Qualunque sia la motivazione della scelta, a poco, secondo il vicepresidente del gruppo Marsupio, Massimo Caravita, servirebbero in questa fase gli incentivi messi in campo dalla filiera. “Al momento qualsiasi incentivo andrebbe sprecato. Meglio attendere che il mercato ritrovi da solo la fiducia nella destinazione”.


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