Gli obiettivi firmati Viva Wyndham

10/04/2017
09:37
La catena guarda alla Riviera Maya come location ideale per aprire il terzo resort messicano
 

Il Messico rientra tra le possibili destinazioni dove Viva Wyndham Resorts potrebbe tornare a investire. Lo annuncia lo stesso Ettore Colussi, fondatore e presidente della catena alberghiera nata nella Repubblica Dominicana e affermatasi in tutta l’area caraibica.

“Facciamo passi lenti, ma sicuri - afferma -. Certamente vogliamo crescere e il Messico rientra nelle mete che stiamo studiando: lì potremmo aprire il nostro terzo resort”. Il mirino è puntato sulla Riviera Maya, una delle location più attrattive dal punto di vista turistico per il mercato italiano, come per quello del Vecchio Continente. “Siamo in una fase preliminare, di studio e di valutazione. Certamente il Messico è un prodotto che incontra i gusti dei viaggiatori italiani”.

Viva Resorts quest’anno festeggia i trent’anni di attività: “Abbiamo raggiunto le 3mila camere - spiega -. Ora l’obiettivo è di continuare a svilupparci, sempre lentamente ma con delle certezze: possiamo porci il target di crescere di altre mille stanze nei prossimi dieci anni”. Il Messico rientra a pieno titolo in questo business plan: in questo momento nella nazione del Centroamerica Viva Resorts ha già aperto il Viva Wyndham Maya (604 stanze, 5 ristoranti e 3 bar) e il Viva Wyndham Azteca (con 335 camere e 3 ristoranti).

La crescita della catena passa soprattutto dagli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni. Il 2016 si è infatti chiuso con il segno positivo e un volume di affari che ha superato i 100 milioni di dollari. Le presenze hanno sfiorato i 2 milioni, con una progressione del 7,8 per cento rispetto all’anno precedente. “Merito - commenta Colussi - anche dell’ottimo lavoro fatto con tutti i tour operator e le agenzie di viaggi, che restano il nostro più importante canale di vendita”.
Con uno share del 13,6 per cento l’Italia è in termini assoluti il terzo mercato per la catena di Colussi, dopo la Germania e gli Stati Uniti. “Siamo convinti - conclude Colussi - di avere un prodotto che continuerà a piacere e continuerà a necessitare dell’intermediazione degli agenti di viaggi e dei tour operator. È infatti molto difficile trovare clienti ‘fai da te’ su questo tipo di viaggi lungo raggio e organizzati in un certo modo”.

Andrea Guerra


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