Effetto Placebo

Paolo Audino, Giornalista e Direttore della divisione Travel & Lifestyle di Italian Exhibition Group

Intelligenza artificiale e turismo

04/12/2018
11:12
 

Parlando con chi studia e lavora (sul serio) nell’ambito dell’AI, si resta sbalorditi di fronte alla naturalezza con la quale vengono prospettati scenari e frontiere di un mondo dominato dagli algoritmi. Nessuna attività umana sfuggirà al controllo e alla pianificazione di sistemi complessi basati sull’analisi dei dati derivanti dai nostri comportamenti: viaggi, vacanze e turismo inclusi.

In quale modo e in che tempi tutto questo accadrà è difficile prevederlo, ma ci sono migliaia di ricercatori in tutto il mondo che quotidianamente affinano software e hardware necessari a supportare strumenti di analisi dei comportamenti capaci di generare, suggerire, imporre, scelte e risposte ad ogni nostra domanda, conscia o inconscia che sia. Inquietante? Certamente. Evitabile? Assolutamente no, o almeno non nel nostro attuale modello sociale.

Chi opera nel turismo dovrebbe sapere che già oggi i principali sistemi di prenotazione si reggono su motori e algoritmi abbastanza sofisticati da proporre e guidare l’utente verso scelte ben precise e che solo in apparenza sono libere e autonome. Bene, per essere chiari e comunque approssimativi per difetto, la potenzialità di questi sistemi sta a quella dell’AI come una vecchia Panda sta a un vettore spaziale.

I player del nostro settore, ma solo quelli che ne detengono la parte “solida” dell’industry, vale a dire mezzi di trasporto e letti per dormire, continueranno ad esistere sebbene in forme diverse, tutti gli altri dovranno rapidamente evolvere verso sistemi capaci di interagire con i grandi collettori di elaborazione dati, ai quali spetterà comunque il compito di fornire gli output al consumatore finale, depotenziando ogni intermediazione possibile.

In questo scenario diventa obbligatorio per ogni impresa avviare una fase di approfondimento e di conoscenza su questi temi e sulla loro evoluzione. Tenendo bene in conto che la rivoluzione che porterà l’AI non sarà paragonabile a nessuna di quelle che l’hanno preceduta. Quella industriale, quella informatica e quella del web appariranno a quel punto come piccole varianti delle abitudini umane rispetto ad una rivoluzione vera e totale che non sarà in alcun modo arginabile.

Vale la pena iniziare a informarsi e a prepararsi. Magari evitando un consulente generico e autoriferito e, invece, investendo qualche euro per mettersi in contatto con un matematico, un informatico, un fisico, un ingegnere, che stiano lavorando (sul serio) sull’AI. Conviene fare così, perché l’Intelligenza artificiale non la scriveranno gli idioti naturali.


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