Hotel e TripAdvisor
Da nemici ad alleati

di Amina D'Addario
18/01/2017
08:40
 

Dalla guerra alla collaborazione strategica. Gli albergatori della Penisola depongono ufficialmente le armi contro TripAdvisor. La piattaforma di recensioni fondata da Steve Kaufer, un tempo spauracchio degli imprenditori decisi a non volere fare i conti con la propria reputazione online, si è oggi trasformata in un prezioso alleato con cui confrontarsi e accrescere il proprio business.

Chiudere le porte non serve
Due universi paralleli che oggi provano a dialogare, come ha rivelato il convegno ‘Nuove frontiere dell'ospitalità dal web al new business' svoltosi ieri a Roma e promosso in tandem dall'Associazione Italiana Confindustria Alberghi e da TripAdvisor. "I cambiamenti veloci degli ultimi anni ci hanno ormai fatto capire - ha constatato il presidente di Aica, Giorgio Palmucci – che chiudere la porta alle grandi piattaforme online non serve a nulla. Avere un dialogo con queste realtà serve anzi a portare avanti le nostre esigenze e a far capire che i nostri non sono interessi di bottega, ma richieste legittime”.

Ma come aiutare gli albergatori a utilizzare al meglio lo strumento TripAdvisor senza subirlo? "Un help desk dedicato è a disposizione degli associati per risolvere i problemi più comuni”. E in più, ha proseguito Palmucci, "negli incontri sul territorio diamo ormai da tempo indicazioni su come rispondere a una critica negativa o su come reagire in caso ci si senta vittima di una frode”.

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La svolta
Un cambio di passo radicale che stride con l'ostilità dimostrata fino a qualche anno fa dagli imprenditori del ricettivo e toccata con mano dalla stessa director Industry relations di TripAdvisor, Helena Egan, che con il sorriso ha ricordato “solo sette anni fa, davanti alla platea degli albergatori della Bto, sono dovuta scappare dalla porta di servizio tanta era l'ostilità nei confronti della nostra piattaforma”. Oggi invece, “siamo passati da quella fase di negazione a un atteggiamento più costruttivo”.

E sul cambiamento in atto ha riflettuto anche il dg del Mibact, Francesco Palumbo. "Le Ota non vendono più solo camere d'albergo, ma pezzi di territorio. In sostanza fanno quello che la Pubblica Amministrazione voleva fare da anni e che non è riuscita a realizzare”.


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