Come nasce
una destinazione
Il caso isole Mergui
di Mosaico T. O.

13/07/2018
08:03
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“Sono sempre stati un nostro pallino. È un luogo meraviglioso, ma proporlo è sempre stato praticamente impossibile a parte qualche piccolo gruppo di sub”.

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Inizia così il racconto di Filippo Tura, direttore generale di Mosaico, il tour operator specializzato sul Sud-Est Asiatico fondato trent’anni fa da suo papà e suo zio e che ancora oggi insieme portano avanti con l’impronta del viaggio su misura.

Da novembre entreranno in programmazione le isole Mergui, in Birmania, fino a ora quasi off limits per i più. “Ci volevano diverse ore di navigazione e praticamente si poteva dormire solo in barca – prosegue Tura -. Ora c’è una novità: un imprenditore del Paese ha deciso di investire sul posto con la creazione di due resort: il primo a Kaw Thaung, il secondo nelle isole Mergui”.

Tra loro un collegamento in motoscafo veloce di un’ora e mezza. “Abbiamo subito preparato il pacchetto di 4 notti – aggiunge -: il cliente arriva a Ranong in Thailandia, dove un minivan lo conduce all’immigration e da qui a Kaw Thaung per un soggiorno da una notte. Poi la partenza in motoscafo”. Al ritorno poi la possibilità di combinare altri soggiorni.

“Non si tratta di un classico soggiorno mare – avverte però Tura -. È un’esperienza per viaggiatori alla ricerca di qualcosa di nuovo e particolare da visitare nelle sue sfumature. Con una forte connotazione locale”.

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