L’aeroporto come destinazione Così nasce il Sesto Continente

Non più luoghi di partenza, arrivo o passaggio. Nel futuro prossimo gli aeroporti diventeranno delle vere e proprie destinazioni turistiche e di intrattenimento. Una metamorfosi non improbabile per gli scali, che l’Economist ha definito il “Sesto continente del mondo”, e che non è nuova al mondo dei trasporti. La trasformazione ha già interessato numerose stazioni ferroviarie. Basti pensare, in Italia, a Milano Centrale, trasformata in vero e proprio polo dello shopping e del tempo libero, con gallerie su cui si affacciano store, librerie e bistrot.

Un posto dove trascorrere il tempo
L’evoluzione negli scali di tutto il mondo è già iniziata, come racconta in un servizio la testata statunitense Skift.com, che ha intervistato tre architetti (Terence Young, Andy Bell e Pat Askew) attualmente impegnati nella riconversione e trasformazione di alcuni tra i principali scali degli Usa. Secondo i tre professionisti nei prossimi 10/20 anni gli aeroporti diventeranno “un posto dove le persone vogliono stare, piuttosto che un posto dove andare per viaggiare”. Questo vuol dire che ci saranno, ad esempio, luoghi “per far giocare i bambini o sale per praticare yoga” e spazi verdi.

I primi passi
Percorsi simili sono già stati intrapresi, all’estero ma anche in Italia. L’aeroporto di Hong Kong ha aperto un cinema Imax. Sull’isola di Cuba, lo scalo di L’Avana ha realizzato una piscina nella business lounge, mentre in Italia il Sandro Pertini di Torino ha posizionato un totem interattivo per rilassarsi con il fitness tra un volo e l’atro. Così come, nella Capitale, l’aeroporto di Fiumicino propone un ricco calendario di eventi, con mostre e spettacoli musicali.

Luoghi di aggregazione
La chiave di volta sarà quindi pensare gli scali come luoghi di aggregazione, sullo “stile dei centri storici”. Se sapranno creare una comunità, potranno intraprendere un nuovo percorso di crescita, intercettando target altri da quelli strettamente legati al traffico aereo.

Certamente questo comporterà anche un approccio differente in termini di sicurezza e gestione dei flussi e imporrà anche un ripensamento delle lobby, dal momento che cambierà il modo di vivere e trascorrere il tempo in aeroporto.

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