Alitalia, dibattito tra Atlantia e Fs: il nodo dei voli sugli Stati Uniti

Era una ‘battaglia’ annunciata da tempo. Ma ora sta diventando uno dei principali temi di discussione nel dibattito sul piano di Alitalia. Con l’ingresso di Atlantia, che controlla Aeroporti di Roma, la questione dei voli verso gli Stati Uniti è ormai sotto i riflettori. Perché la holding del gruppo Benetton, su questo punto, avrebbe chiesto corpose modifiche ai progetti di Fs, come riporta Il Sole 24 Ore.

La questione è più complessa di quanto non sembri a una prima occhiata, perché di mezzo c’è la joint venture transatlantica, di cui Alitalia fa parte insieme a Delta e Air France, oltre all’ingresso della stessa compagnia americana nel team di ‘salvataggio’ di Az.

Ma la discussione, come sottolinea ancora il quotidiano finanziario, non riguarda unicamente il numero dei voli (il piano prevede un incremento del 20% della capacità con nuovi collegamenti da Roma per Washington e San Francisco), ma anche gli accordi commerciali. Ovvero la jv transatlantica, che si prepara a cambiare volto con l’ingresso di Virgin Altantic (l’Antitrust americana deve però ancora pronunciassi).

Il patto tra i vettori
Secondo l’accordo, Delta ha la metà delle rotte, mentre il restante 50 per cento viene diviso tra le altre due compagnie. L’aumento delle rotte da parte di un vettore può avvenire solo con il benestare degli altri due (o l’incremento dei voli da parte dei partner della jv). Ricavi e costi, inoltre, vengono condivisi.

Ma Atlantia, che controlla l’aeroporto di Fiumicino, spinge ovviamente sull’incremento dei voli intercontinentali. E il team, su questo, dovrà trovare un accordo.

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