Ryanair, arrivano i tagli

“Questa volta i tagli sono semplicemente inevitabili”. Non ha tergiversato il ceo Michael O’Leary nel videomessaggio inviato ai dipendenti di Ryanair. L’ipotesi era ormai nell’aria da giorni, da quando cioè la questione dei ritardi del B737 Max e l’imminenza della Brexit avevano già messo in moto la macchina della revisione dei piani di sviluppo.

Archiviata la pratica della trimestrale, il manager è andato dritto al punto, quantificando in maniera precisa gli esuberi: 900 in totale, con l’avvio delle procedure già a partire dalla stagione invernale, quando 500 piloti e 400 assistenti di volo dovranno lasciare il lavoro. Fatti due calcoli, si tratta del 7 per cento della forza lavoro impiegata a bordo degli aerei, che al 31 marzo ammontava a 14mila unità.

Nelle scorse settimane i vertici del gruppo non avevano fatto mistero del fatto che già dall’orario invernale sarebbero state necessarie una serie di revisioni nel network, con il taglio di alcune basi meno produttive visto il mancato arrivo già messo in conto dei primi B737 Max, per il ritorno in volo del quale si ipotizza ora il 2020. I primi nomi fatti sono stati quelli di Glasgow, Edimburgo e Belfast, tutte e tre legate anche alla questione Brexit. Ma, vista l’entità degli esuberi, è molto probabile che la scure sarà ancora più decisa e nelle prossime settimane si dovrebbe avere maggiori dettagli.

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