Cammelli e soldatini:
i vizi delle star in hotel

di Stefania Galvan
13/01/2017
08:01
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Sono capricciosi, vogliono tutto e lo vogliono subito. Le assicuro, per il mio staff il lavoro è molto impegnativo”. Nei suoi hotel di teste coronate, presidenti, attori e star ne ha visti passare centinaia, Roberto Naldi, presidente di Roberto Naldi Collection, ma tutti hanno un denominatore comune: la voglia di veder esaudito ogni loro desiderio, anche il più stravagante, e soprattutto a tempo di record.  

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"A Woody Allen abbiamo spedito le lenzuola"
Sono sei gli hotel di lusso dell’imprenditore, tra cui il famoso Parco dei Principi Grand Hotel & Spa, ed è proprio questa la struttura che, per le sue dimensioni, si adatta meglio alle esigenze dei Vip. “Prenotano la Royal Suite di 300 mq - spiega - e spesso aggiungono anche camere comunicanti, come nel caso di Woody Allen”.

Ed è proprio da lui che è arrivata una delle richieste più strambe: voler avere a disposizione nella sua casa di New York le lenzuola di lino italiane utilizzate nell’albergo. “Cosa dovevamo fare - racconta Naldi -? Gliele abbiamo spedite subito”.

Il cammello d'oro e il soldatino di piombo
In un’altra occasione, invece, è stata messa a dura prova l’abilità degli operai dell’hotel. È stato quando una delegazione africana in visita al Papa ha rotto il dono a lui dedicato: un cammello d’oro. “Stavano già per andare in udienza - spiega Naldi - e non avevamo tempo di cercare un orafo. Allora un nostro operaio si è dovuto ingegnare per aggiustare in tutta fretta questo pezzo unico senza danneggiarlo ulteriormente”.

Lusso estremo significa soprattutto, per gli hotel della Roberto Naldi Collection, servizio superpersonalizzato: “Da noi - sottolinea Naldi - gli ospiti devono potersi sentire a casa propria. Un concetto preso alla lettera da Michael Bublè, un altro dei Vip che frequentano abitualmente l’hotel, che si è fidato a lasciarci addirittura il suo cane per un paio di giorni quando ha dovuto abbandonare improvvisamente l’albergo. Per fortuna era di piccola taglia!”.

L’elenco di stranezze è talmente lungo che sarebbe difficile elencarle tutte: “Mi ricordo ancora - racconta l’imprenditore - di quando quel magnate russo ci ha chiesto di acquistare per lui un soldatino di piombo antico, un pezzo unico che si sarebbe potuto trovare solo a Roma. Anche in quel caso abbiamo saputo accontentarlo”.

Cuochi, banchetti e privacy
Per non parlare, poi, di chi si porta nella suite il proprio cuoco, salvo poi pretendere consigli e aiuti dallo chef italiano dell’albergo: “La Royal Suite si presta anche a feste di matrimonio e banchetti e a volte, per questioni di sicurezza, i Vip si portano al seguito cuochi e assistenti”.
Lusso significa servizi al top, ma anche il massimo della privacy: “Il Parco dei Principi - spiega Nardi - è isolato dai fabbricati adiacenti, pertanto garantisce quiete e sicurezza. Una caratteristica che è piaciuta a ospiti come Bush padre e figlio, oppure ai Clinton, e che sono sicuro sta gradendo anche il presidente Abu Mazen, che è arrivato ieri da noi per inaugurare l'ambasciata della Palestina in Vaticano”.

Il più spendaccione? Woody Allen
Per avere tutto a disposizione, ovviamente, non si può badare al portafoglio. E alla domanda su quale sia stato il cliente che ha speso di più, Naldi mi propone un rapido calcolo matematico: “Woody Allen con moglie, figlie e tata - dice - si è fermato da noi tre mesi e ha prenotato un piano e mezzo della mia struttura, con la Royal Suite e dieci camere comunicanti, oltre a una piccola palestra allestita ad hoc vicino alla suite. Tenga presente che una sola notte nella nostra suite costa fino a 10mila euro: il calcolo lo lascio a lei”.

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