L'Italia al Summit Unwto: le sfide del turismo enogastronomico

10/05/2017
19:30
 

Creare ricchezza per tutti gli attori coinvolti nella catena di produzione, integrare i tre elementi di cucina, prodotto e territorio, ma anche comunicare adeguatamente e saper utilizzare i big data per profilare meglio i turisti.

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Queste le sfide future che il turismo enogastronomico si troverà a dover affrontare per consolidare le posizioni raggiunte e conquistare i mercati emergenti, secondo quanto emerso al terzo Summit mondiale su turismo e gastronomia organizzato dall’Unwto a San Sebastian.

L'intervento di Roberta Garibaldi
Un evento cui ha preso parte, in rappresentanza dell’Italia, Roberta Garibaldi, dell’Università di Bergamo (nella foto), specializzata in turismo enogastronomico. Il suo intervento alla tavola rotonda ‘Turismo gastronomico in armonia con la natura: esperienze regionali’ ha evidenziato come la combinazione di cibo, arte e turismo possa diventare una leva per l’innovazione e una case history di successo, come nel caso di east Lombardy, dichiarata per il 2017 Regione Europea della Gastronomia. Il legame con la sostenibilità di queste iniziative è evidente: le tipicità e il paesaggio italiano sono asset turistici, da tutelare.

Oltre a profilare le offerte a seconda della fascia d’età, questo tipo di turismo deve anche tenere in considerazione i bisogni specifici di diverse tipologie di clientela. È il caso, ad esempio, dei turisti di fede musulmana: per loro presenza di una cucina “halal”, rispettosa delle norme in materia di alimentazione, sarà un criterio fondamentale per la scelta delle vacanze.

I Paesi emergenti
In parallelo la crescita dei turisti dai paesi economicamente emergenti – Cina, India, Brasile – inizia già a farsi vedere e comporterà una maggiore attenzione per le diverse abitudini non solo alimentari, ma anche culturali.

“Il turismo enogastronomico è un settore in forte crescita - commenta Garibaldi -, ma per lo sviluppo futuro in ottica sostenibile è necessario sviluppare piani strategici. Ad esempio nel summit Gustavo Santos, ministro del Turismo dell’Argentina, e Edmund Bartlett, ministro del Turismo e dell’Ambiente della Giamaica hanno presentato i rispettivi piani strategici per lo sviluppo di questo turismo. Perché in Italia non abbiamo ancora un piano dedicato?”.


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