Il Volo e la passione per l'Italia nata in giro per il mondo

di Claudia Cabrini
09/06/2017
08:33
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Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto: tre nomi una garanzia. I tre ragazzi de Il Volo continuano imperterriti a collezionare un successo dopo l'altro, e pare proprio nessuno li possa più fermare. Reduci dal successo della prima parte del loro ultimo tour mondiale, che ha debuttato a marzo al Radio City Music Hall di New York registrando 15 sold out soltanto negli Stati Uniti, tornano stavolta live in Europa con 30 date di 'Notte Magica - A tribute to the three tenors', il loro ultimo album, per poi tornare in America a Settembre per esibirsi nelle più importanti città del Sud.

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Li abbiamo incontrati in occasione della loro ultima conferenza stampa a Milano, ed ecco anche a proposito di viaggio che cosa hanno raccontato...

Ragazzi, ma voi siete sempre in viaggio!
"Sì, è proprio vero", risponde Ginoble. "Noi viaggiamo in continuazione e questo ha dei lati positivi, ma anche negativi. Sicuramente però ci permette di confrontarci con realtà spesse volte molto diverse dalla nostra. A tal proposito abbiamo imparato un sacco, in questi anni. Anche e soprattutto ad amare casa ancor di più".

Il pubblico straniero più particolare davanti al quale vi siete esibiti?
"Sicuramente quello giapponese. I giapponesi sono particolari, sono molto contenuti. All'inizio non ci era chiaro se quello che stavamo cantando a loro piacesse davvero oppure no. Siamo abituati al pubblico americano che invece è sempre molto energico e partecipe durante le nostre esibizioni. Trovarci davanti a dei giapponesi che per rispetto non si scomodavano dalle loro poltrone all'inizio ci ha colti di sorpresa. Ma è anche stato bello. Si è trattata da parte loro di una forma di reverenza incredibile".  

Cosa vi hanno insegnato, soprattutto, tutti questi viaggi?
"Anzitutto, ad amare l'Italia - risponde Boschetto -. Ma al contempo, a capire come davvero nulla avvenga per caso. Noi studiamo moltissimo, e la nostra è sempre stata una carriera che ci ha richiesto tanto impegno e dedizione. Viaggiando, abbiamo capito che purtroppo troppo di frequente nel nostro paese si crede che tutto sia dovuto. Invece bisognerebbe sempre ricordarsi del famosissimo detto: 'Aiutati che il ciel ti aiuta'. Si tratta di una cosa che rivaluti molto se viaggiando all'estero ci fai caso. Non è vero che ovunque nel resto del mondo si stia meglio che in Italia. Semplicemente, forse, in altri paesi si critica meno ma si agisce concretamente di più".

"Verissimo - agiunge Barone -. Per quel che mi riguarda, viaggiare molto mi ha insegnato che in altri paesi i problemi si affrontano e si risolvono. Purtroppo in Italia non è così. Ogni volta che torno qui, mi ritrovo a fare i conti sempre con gli stessi problemi. Anche la nostra classe politica a tal proposito dovrebbe muoversi e aiutarci di più, ma non lo fa".

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