Il valzer infinito di Alitalia (o Ita)

25/05/2021
08:35
 

Mesi e mesi a parlare del futuro di Alitalia. Compagnia poi diventata Ita e ora in predicato di tornare ad essere Alitalia (parliamo del brand lasciano stare bad & good company).

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Con tanti opinion leader pronti ogni giorno ad imbracciare il fucile per sparare sulla linea aerea nazionale. Accusata di aver sperperato denaro di Stato per decenni. In mezzo, progetti e piani di rilancio costretti a mutare di continuo. Tra lockdown devastanti e traffico aereo ridotto al lumicino.

Ripartirà di sicuro il vettore, con pochi aerei e personale ridotto, ma è il mercato a reclamare l’attivazione, perché servono collegamenti. Non può passare tutto attraverso la frenesia dei vettori low cost.

Alle porte dell’estate la situazione è ancora in bilico, malgrado proprio nel weekend siano giunte notizie positive dalla burocrazia europea. Siamo all’interno di una grande Comunità che non digerisce più aiuti e aiutini, spinta anche dai vari competitor che non vedono l’ora di poter entrare a casa nostra per mangiarsi slot di sicura rendita.

Ancora stamane sui vari social, Twitter prima di tutti, l’attacco alla compagnia pare forte e strutturato. Ma se non ripartiamo con Alitalia o Ita nel giro di pochi mesi sarà ancora peggio. Dovrebbe essere chiaro e noto a tutti.

Perché con un presidente del Consiglio come Mario Draghi appare impensabile rinunciare a un vettore nazionale. Poi nel giro di poco tempo arriverà anche un accordo con qualche alleanza internazionale e big del mercato.

Il destino è ormai segnato. Alitalia finirà nella pancia di qualche balena, ma la politica non può e non vuole lasciarla scappare via proprio adesso.


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