Operatori incoming:
“Quotazioni impossibili”

di Amina D'Addario
25/10/2022
08:33
 

I rincari energetici mettono sotto scacco il turismo incoming. Nonostante la scorsa estate il desiderio vorticoso di Italia abbia riportato i turisti internazionali nella Penisola, oggi gli operatori si trovano ad affrontare una nuova e preoccupante emergenza: l’impossibilità di fare quotazioni a lungo termine a causa dell’incognita prezzi.  

Manca il pre-booking
“Tutto il pre-booking che eravamo abituati a costruire in questa parte dell’anno ancora non c’è, perché - denuncia Chiara Gigliotti, general manager di Carrani Tours - mancano i listini dei fornitori. Dagli alberghi ai ristoranti, nessuno al momento è in grado di fornire delle indicazioni chiare sui prezzi: è un grosso problema che sta incidendo sulla possibilità di costruire la prossima stagione”.

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Vive il paradosso di una domanda in fermento e quotazioni impossibili Carlo Maderna, titolare della Clio Viaggi: “Abbiamo una lista infinita di richieste, ma non abbiamo i prezzi. Probabilmente dovremo navigare a vista, fornendo in anticipo i programmi di viaggio, ma andando a quotare le strutture e i servizi di volta in volta”.

Stagione incerta
Che l’incertezza pesi sulla prossima stagione lo pensa anche Gino Acampora, managing director di Acampora Travel: “Al momento non è difficile fare quotazioni, è impossibile. È un problema globale che si diffonde in mille rivoli accomunando alberghi, transfer e l’intera filiera. A questo - prosegue - si aggiunge poi il tema della carenza di personale dovuta al fatto che, dopo la pandemia, il turismo è diventato meno attrattivo e chi ha potuto è migrato altrove”.  

Quotazioni imprecise
Parla di una situazione “di mezzo” Stefano Corbari, titolare della Mir: “Ci sono alcuni fornitori che hanno già fatto i listini tenendosi larghi. Altri, soprattutto alberghi, che stanno aspettando novembre per decidere. Il problema non è ancora esploso, ma potenzialmente potremmo trovarci nell’impossibilità di fare preventivi e la clientela internazionale nella condizione di fare viaggi più brevi o, peggio, di non venire affatto”.
Sul rischio che si possa arrivare a un punto di rottura concorda Mirko Righi, ceo di My Tour in Italy: “È chiaro che dei ritocchi all’insù ci saranno ancora, ma se questi saranno eccessivi e non più tollerati come invece è accaduto finora, la domanda potrebbe anche decadere”.


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