L’ombra del last minute
si allunga sull’inverno

di Isabella Cattoni
08/11/2022
08:35
 

L’abbuffata estiva è ormai un ricordo e chi lavora nel turismo torna a fare i conti con una concretizzazione dei preventivi ancora bassa. Ma soprattutto con una mole di prenotazioni fortemente condizionata dal last minute. Alla base i fattori ben noti a tutti: insicurezza geopolitica, instabilità economica, incertezza su possibili recrudescenze del Covid.

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Difficile programmare
Quel che è certo è che la prossima stagione invernale sta partendo a rilento. “La tendenza generale è ancora quella di prenotazioni tardive rispetto ai desiderata. Questo rende più difficili e onerose le proposte; talvolta anche irrealizzabili – commenta il direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci -. L’advance booking per Capodanno può funzionare sui prodotti mass market come i soggiorni mare e qualche altra linea di prodotto. Utilizza però in genere un’unica leva promozionale che si riduce ad una mera scontistica cosa che, in questa fase storica, caratterizzata da scarsa disponibilità dei servizi, è più di apparenza che di sostanza”.

Meglio l’estate 2023
Discorso condiviso da Alessandro Simonetti, titolare di World Explorer, per il quale “L’advance booking per l’inverno si muove sempre su livelli molto bassi, mentre sembrerebbe andare meglio per l’estate 2023”.

Questo trend probabilmente risente della crisi economica, che porta le famiglie a rinunciare alla vacanza invernale per concentrarsi su quella estiva. Ma non è tutto. Prenotando sotto data i prezzi sono ovviamente più elevati e “a muoversi saranno soprattutto i viaggiatori alto spendenti” aggiunge Peci.
“Le prenotazioni sono sempre più sotto data – rimarca Frederic Naar, titolare dell’omonimo t.o. -, fattore causato anche dall’incertezza sul futuro”.
Il mercato è in attesa, “Quindi nessun advance booking – fa sapere il presidente di Go World, Ludovico Scortichini -. Tanti i preventivi, con poche conversioni e quasi tutte sotto data, quindi molto last minute a eccezione dei gruppi per la primavera, dove invece registriamo belle sorprese e molta vitalità”.

In controtendenza
In controtendenza l’esperienza di Gianluca Rubino, ceo di Kel 12: “Lavoriamo solitamente con una media di prenotazione pari a 105 giorni, che può forse sembrare elevata se rapportata al mercato italiano ma che in realtà non lo è a livello internazionale. Se tutte le complicanze correlate alla pandemia avevano forzatamente spinto in avanti la data di prenotazione, da maggio di quest’anno possiamo affermare di essere tornati al nostro advance booking medio di 105 giorni”.

Quel che è certo, è che gli operatori stanno affilando le armi per spingere sul booking: “La speranza è quella di intercettare un mercato che, in previsione di possibili ulteriori aumenti o cambi di rotta, decida di mettere subito al sicuro le proprie vacanze – chiude Belinda Coccia, direttore commerciale trade di Futura Vacanze -.  Cerchiamo di adeguarci a questo trend con iniziative commerciali e una politica di pricing ad hoc”.


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