Il regno dell'advance

di Aurora Azzolini
28/03/2011
18:15
 

I dettaglianti ci credono. I viaggi religiosi, in qualunque formula e interpretazione vengano proposti, sono una bella risorsa per le adv. "È un'attività molto sviluppata dalla nostra agenzia - esordisce Antonio Ferralis, titolare della Aquerò di Roma -: costituisce oltre il 50 per cento del fatturato complessivo".

I margini economici del settore non sono stratosferici, ma possono compensare un business indebolito dalle emergenze sulle destinazioni. Inoltre, il turismo religioso pare non essere soggetto alle prenotazioni sottodata: "Questo è un settore dove non si parla di last minute - prosegue Ferralis -. Tutti prenotano con grande anticipo". Corregge il tiro Valeria Gangeri, titolare dell'agenzia Gangeri Travel di Reggio Calabria: "I tour operator fanno una campagna molto anticipata per l'estate, ma i prezzi sono considerati un po' alti dalla mia clientela. Probabilmente, se li abbassassero, venderei qualcosa in più".


Prezzi accessibili

La domanda non manca, e questa prima parte dell'anno lo sta evidenziando. "Nel 2010 i viaggi religiosi hanno rappresentato il 15 per cento del nostro fatturato totale - interviene Domenico Caputo, titolare della Do.Ca Tour di Nola, in provincia di Napoli -. E stiamo già riscontrando una buona crescita di questo prodotto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno".

Un contributo a questo trend deriva, sicuramente, anche da un ampliamento della clientela. "C'è di tutto - illustra Donatella Maccaroni, direttore tecnico della Lauretum di Loreto, in provincia di Ancona -: terza età, famiglie, persone con problemi di salute. In questi casi la scelta è su mete europee, e le pratiche si aggirano sui 630 euro per 4 giorni tutto incluso. Se, invece, parliamo di turismo religioso di tipo culturale, allora la clientela rientra nella fascia giovani o anche viaggi di nozze: la destinazione solitamente è la Terra Santa, con pratiche a 1.300 euro di base e, nel caso di abbinamento alla Giordania, a 1.700 euro.

"È un viaggio che costa poco" dice Alessandra Coatti, titolare della Golden Eagle di Padova.  Maurizia Giaccardi, direttore tecnico dell'agenzia torinese Alberta Viaggi, afferma di affidarsi soltanto a tour operator che propongono pacchetti di viaggio, sostenendo, inoltre, la necessità di "individuare la giusta formula di mezzo tra viaggio religioso e culturale per cercare di vendere bene questo genere di prodotto".

"Il turismo religioso deve anche rendere - sottolinea Maria Elisabetta Marras, titolare dell'agenzia Marilisa Viaggi di Olbia -. Noi vogliamo vendere un mix di religione, cultura e esperienza, cioè un viaggio vero e proprio. Le pratiche sono di 400-500 euro per 4-5 giorni tutto compreso, anche il traghetto in prima classe. Il margine deve essere uguale ad altre soluzioni".

Medjugorje vince sulla mappa delle mete

Il turismo religioso cerca di diversificare le mete, ma i capisaldi del prodotto si confermano Lourdes, Terra Santa e Medjugorje. È soprattutto quest'ultima a catturare la maggioranza dei consensi. "La crescita di Medjugorje è impressionante - riferisce Domenico Caputo, Do.Ca Tour -. In un solo mese abbiamo riempito due voli. Abbiamo dovuto ricorrere ai charter per far fronte alla richiesta". "Ora va di moda Medjugorje, ma, secondo me, entro un anno la situazione potrebbe cambiare - azzarda Maria Elisabetta Marras, Marilisa Viaggi -. Lourdes non tramonta e la si vende in abbinamento a Fatima". Giusta intuizione per la Arnaldo Viaggi di Brescia, che svolge anche attività di micro tour operating: "Abbiamo voluto puntare su Medjugorje poiché alcuni t.o. non la programmano - spiega il titolare Marco Copeta - e ci siamo concentrati con successo sulla destinazione. Tuttavia non riusciamo a intercettare tutto il traffico religioso perché ci troviamo a fare i conti con chi improvvisa viaggi senza averne la competenza". Alla Sadaviaggi di Ivrea, in provincia di Torino, "quest'anno - dice la titolare Susanna Binel - ci chiedono Lourdes e itinerari Paolini per l'estate". Per Duomo Viaggi di Milano il 2010 "è stato un anno boom per la Terra Santa - dice il titolare Silvano Mezzenzana -, ma prevediamo un calo del 20 per cento nel 2011". Mete classiche per fare centro: è la scelta della Aquerò di Roma: "Lourdes e Medjugorje in primis - precisa Antonio Ferralis -. È difficile programmare santuari italiani, perché c'è molto fai-da-te, è un mercato che sfugge al controllo". Il turismo religioso è anche un fatto sociale. "Da inizio anno abbiamo già venduto bene - racconta Donatella Maccaroni, Lauretum -: tutti gruppi di almeno 15 componenti". La richiesta individuale è rara. "Il viaggio religioso - sostiene Ferralis - è sempre visto come esperienza da fare in gruppo".

Itinerari in Italia: si cambia la rotta

Brusca deviazione. Il turismo religioso trascura da tempo, forse non per scelta spontanea, una delle mete nazionali più simboliche dell'Italia sia sul piano spirituale che su quello artistico: l'Umbria è un po' uscita dai circuiti. "Sono ventotto anni che vendo viaggi di questo tipo, e ho visto cambiare molte cose e molte tendenze - racconta Maria Elisabetta Marras, Marilisa Viaggi (Olbia) -. Prima del terremoto di Assisi, nel 1997, tutto quanto passava da quella città, poi i problemi logistici hanno costretto a cambiare le rotte, a deviare verso altre destinazioni".

Pubblicato il 28/03/2011


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