Perché i roadshow piacciono agli agenti di viaggi (e a chi li organizza)

Novembre, tempo di iniziative per gli agenti di viaggi. Appena terminato il road show Viaggiarte di Alpitour, in partenza lo Speak About di Veratour, sperimentata la Cooking Experience di Expedia Taap.

Perché road show e iniziative simili riscuotono tanto successo? Perché t.o. ed enti del turismo, Olta e croceristi investono tempo e denaro per promuoverli? Crediamo che tre motivazioni siano comuni a tutti:

1) Perché non c'è migliore occasione per avere l'attenzione di un agente di viaggi: se la location è attraente, se la serata è originale, se l'evento è curato, non c'è dubbio che l'ospite sia ben disposto, e quindi attento a quello che gli verrà detto e - soprattutto - maggiormente sensibile a metterlo in pratica quando tornerà in agenzia.

2) Perché un eductour costa di più e non porta gli stessi risultati: sarà che le agenzie sono sempre più sotto dimensionate e quindi allontanarsene per qualche giorno è complicato; sarà perché destinazioni come Egitto e Tunisia sono out, e il lungo raggio è impegnativo; sarà perché agli educational non sempre partecipano quelli che poi vendono viaggi in agenzia... Insomma, una cena di gala al Grand Hotel Villa Serbelloni, a Bellagio, riunisce più titolari di agenzia e crea più 'engagement' di qualunque fine settimana al mare.

3) Perché non ci sono più molte occasioni per guardarsi negli occhi: coi social network che hanno preso il posto dell' "andiamoci a prendere un bel caffè", coi commerciali che visitano le agenzie in base a rigide tabelle di fatturato, coi tempi di business sempre più compressi, una serata ben riuscita restituisce al rapporto agente / partner quella immediatezza e quel calore che forse abbiamo un po' tutti - frettolosamente e ingiustamente - dimenticato.

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