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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter

Piccolo è bello (anche per le agenzie)

27/08/2012
14:43
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Quando le cose van bene, per un’azienda è normale espandersi. Una catena alberghiera inaugura nuovi hotel, una compagnia aerea apre nuove destinazioni, un tour operator ne acquisisce altri, un’agenzia apre filiali.

Ma quando arriva la crisi, allora complessità significa costi, e i progetti di grandezza si pagano. Boscolo Hotels chiede aiuto a Boscolo Travel per rimettere i conti in ordine. WindJet fa la fine che sappiamo. Non si tiene più il conto dei tour operator che chiudono.

Ma le agenzie? Nei momenti buoni, s’ingrandisce la sede, si aprono filiali, si assumono dipendenti. Ma quando la crisi morde, non ci vuole molto per trasferirsi dove l’affitto è più basso, chiudere una o più filiali, non confermare stagionali e contratti a tempo determinato. Quindi si stringe la cinghia, le risorse vengono destinate a mantenere in vita l’attività e lo stipendio (che poi stipendio non è, visto che non è garantito...) semplicemente rimandato a tempi migliori.

Quando le cose van bene, son favorite le grandi agenzie: quelle che presidiano leisure e bt, hanno cinque vetrine sul piano strada, fanno fatturati a due cifre. Ma in tempi di crisi, sono le medio-piccole ad avere più possibilità di sopravvivere. Grazie a bassi costi di gestione, al radicamento sul territorio e - sempre - a un titolare che si dedica anima e corpo alla sua agenzia.

“Amo il mio lavoro. Apro ogni mattina almeno un quarto d'ora prima e non si chiude finché tutto non è in perfetto ordine” scrive Fabio Russo dell’agenzia Last Minute Tour di Martellago sul suo blog L’agente in laguna. “Guarda che traffico con i gds da che tu (Barbie dai denti e fisico perfetto - ndr) ahimè non eri neanche nata” proclama con svevo orgoglio Salvatore Miano di Mianotour di Barcellona (quella in Sicilia) e blogger pure lui. Potrei citare decine e decine di colleghi che si svegliano contenti del mestiere che hanno scelto, che soccorrono le Barbie perdute e non chiedono neanche un euro, che aiutano clienti lasciati a terra da Windjet ai quali NON hanno venduto i biglietti.

E volete che questi - questi - colleghi non verranno fuori dalla crisi!? Ce la faranno, ce la faranno, vedrete...

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