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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter

La Spagna? Non ama più i t.o. italiani

29/10/2012
13:52
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Marevero, Travelplan, Welltour. Tre t.o. che dalla Spagna hanno ricevuto impulso e capitali (Iberostar per Marevero, Globalia per Travelplan) o prospettive di business (Welltour).

Tutti e tre accomunati da un destino da disegnare: riposizionamento e rilancio (Iberostar ha passato la mano a Value Holding), cessione (Globalia cerca acquirenti), abbandono del socio di riferimento (Welltour da Alpitour, sottoposta alla spending review del nuovo a.d. Burgio).

Cosa non ha funzionato? Certo non la destinazione. La Spagna ha sempre venduto bene, nelle nostre agenzie, e nel 2011 della Primavera Araba ha ricevuto cospicui flussi di turisti  provenienti da Egitto & C. Certo non gli uomini. Scaffidi e Schiavon, Limonta e Bodrato sono manager di valore acclarato, testimoniato da anni di esperienza e con alle spalle ottimi percorsi professionali.

Due i motivi, allora. Il primo, è facile, è che la Spagna è messa economicamente peggio dell’Italia (strano a dirsi, solo 4 o 5 anni fa...) e gli imprenditori spagnoli devono prima mettere a posto i loro conti, poi guardare all’estero. L’espansione di Iberostar e Globalia nel Belpaese è nata in “anni buoni”, quando nessuno prevedeva che la crisi sarebbe stata così profonda e così duratura.

Ma il motivo principale è il modello di business. Il t.o. generalista, quello del pacchetto all inclusive (iscrizioni, tasse, fuel surcharge, penali ecc. incluse) sta crollando, devastato dalla disintermediazione, dalle low cost, dalle Olta e da attori che fino a qualche anno fa non contavano granché. Albatravel, Transhotel, Travelcube, Restel crescono, crescono, crescono. Transhotel e Restel sono spagnoli. Chissà perché.

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