• 22/07/2020 10:25

Nuova cassa integrazione, i chiarimenti dell'Inps

Un groviglio normativo ancora più ingarbugliato dalle circolari che si susseguono giornalmente “cambiando a volte quanto esposto in precedenza”. Così la presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro Marina Calderone definisce la nuova cassa integrazione, modificata dal Decreto Rilancio con l’aggiunta, alle 9 già previste a marzo, di altre 9 settimane di ammortizzatori sociali ad accesso semplificato per l’emergenza sanitaria.

Di questa seconda tranche 4 settimane possono essere richieste dai datori di lavoro anche prima di settembre,  tenendo conto del divieto di licenziamento per motivi economici attivo fino al prossimo 17 agosto.

In base a quanto spiegato su corriere.it per potere accedere alle ulteriori 5 settimane e poi alle successive 4, il legislatore ha creato una forte differenza fra i datori di lavoro che utilizzano la Cigo, l’assegno ordinario dei fondi bilaterali e il Fondo di Integrazione Salariale (Fis) e chi invece accede alla cassa integrazione in deroga. I primi, infatti, possono accedere alle nuove 5 e 4 settimane solo se fruiscono completamente delle iniziali 9 settimane.

La cassa in deroga
Nel caso della cassa in deroga, invece, i datori di lavoro non dovranno dimostrare di avere goduto davvero delle precedenti 9 settimane, ma solo di avere ricevuto una autorizzazione formale dalle Regioni o dal Ministero del Lavoro per accedere all’ammortizzatore sociale. A questo proposito  l’Inps ha chiarito che, per la quantificazione delle settimane già autorizzate, si considereranno esaurite le prime 9 settimane nel caso di un range fra 57 e 63 giornate complessivamente autorizzate.

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