• 31/03/2026 08:03

Agenzie: un contodi 100 milioni dalla crisi del Golfo

I numeri comunicati da Assoviaggi lasciano poco spazio per le elucubrazioni: la crisi del Golfo ha già avuto un impatto di quasi 100 milioni di euro per le agenzie di viaggi per un totale di 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni.

Le cifre sono state stimate su un campione di 681 agenzie di viaggi.

“Il fenomeno non si è limitato alle partenze previste nei giorni immediatamente successivi all’avvio del conflitto - si legge nella nota dell’associazione -, ma ha coinvolto anche viaggi programmati per i prossimi mesi. A essere interessate non sono solo le destinazioni direttamente coinvolte dalla crisi e quelle limitrofe, ma anche numerose mete di lungo raggio, in particolare in Asia, Sud-Est Asiatico e Oceania, aree che nei collegamenti tra Europa e Oriente utilizzano come hub strategici gli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi”.

Le cancellazioni

In particolare, le cancellazioni sono state “pressoché totali” nell’area del conflitto, ovvero su Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait; e questo anche a causa della chiusura degli spazi aerei. Nelle zone limitrofe come Egitto, Mar Rosso Turchia e Uzbekistan la percentuale di annullamenti è stata del 10,6%. Ma anche il lungo raggio ha patito, a causa dei timori sugli scali intermedi delle rotte: “il 38,9% del campione - afferma Assoviaggi - segnala cancellazioni anche verso destinazioni geograficamente lontane - Asia orientale, Sud Est Asiatico e Oceania -, con un’incidenza complessiva del 6,7% sulle prenotazioni confermate”.

Tra le mete scelte per le riprotezioni ci sono Canarie, Spagna, Italia, Capo Verde, Caraibi, Grecia, Marocco e Stati Uniti.

“Il quadro resta in evoluzione e potrebbe aggravarsi ulteriormente in caso di prosecuzione del conflitto e di un eventuale rialzo delle tariffe aeree - afferma il presidente di Assoviaggi Gianni Rebecchi -. Per il turismo organizzato si tratta di una fase particolarmente delicata: i costi operativi della crisi sono stati rilevanti, e le previsioni a breve degli operatori sono negative”.

Secondo il presidente “c’è bisogno di un intervento pubblico articolato su due piani: misure emergenziali, da attivare con urgenza per salvaguardare la continuità delle imprese, e interventi strutturali per correggere squilibri che questa crisi sta rendendo ancora più evidenti; in particolare, la Direttiva Europea sui pacchetti turistici risulta non sostenibile, poiché trasferisce integralmente sulle imprese del turismo organizzato gli effetti economici di eventi eccezionali quali conflitti armati, calamità naturali o pandemie. È necessario distinguere tra la tutela del viaggiatore in condizioni di operatività ordinaria e la gestione del rischio in presenza di eventi straordinari: in questi casi, l’impianto normativo non può prevedere che l’intero onere ricada esclusivamente sugli operatori, senza meccanismi di compensazione o condivisione del rischio”.

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