• 29/08/2025 08:30

Ryanair, patti con le OtaI motivi del grande passo

Una volta si chiamavano accordi win win. Ora il termine sembra essere uscito dai comunicati stampa delle aziende del settore, ma il concetto resta vivo e le recenti mosse di Ryanair a proposito degli accordi con le Ota (e con le agenzie affiliate Fiavet e Aiav in Italia, non va dimenticato) lo ha riportato in auge, anche senza citarlo direttamente.

Il patto di ferro siglato dalla low cost irlandese con Booking Holdings va a unirsi a una serie di operazioni condotte da Ryanair per ampliare il proprio raggio d’azione, portando dentro il proprio perimetro delle vendite nomi altisonanti come Booking.com, Lastminute.com, Expedia e Tui, solo per citare i marchi più noti al pubblico italiano. Ma l’elenco è molto più lungo.

Il lungo cammino

Nel corso degli anni il vettore guidato da Michael O’Leary, se da una parte ha sempre osteggiato l’intermediazione, dall’altra non ha mai fatto mistero di avere bisogno di nuovi interlocutori forti per ampliare il proprio raggio d’azione. Un manager Ryanair di qualche anno fa rivelò a TTG Italia senza mezzi termini: “Aumentiamo basi, rotte, aerei. Ma dobbiamo venderli e per farlo abbiamo bisogno di tutti”.

Accordi e passi indietro

Il percorso è stato lungo e il vettore ha dovuto superare alcune remore sui propri principi legati alla vendita diretta al cliente finale per poterlo catturare, targettizzare e fidelizzarlo. In altre parole avere tutti i suoi dati per dialogare direttamente con lui. Su questo fronte le agenzie, fisiche o, ancora peggio, online, sono sempre state un ostacolo, ma alla fine ha prevalso la regola del win win: troviamo un accordo così il numero uno europeo per passeggeri e rotte (non è un mistero) sarà disponibile per i clienti intermediati e questi, a loro volta, entreranno nel database della compagnia. Prendere o lasciare. Visto il lungo elenco di marchi entrato nella cerchia di Ryanair nell’ultimo anno, prendere sembra essere stato win win.

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