• 06/05/2026 10:30

Crisi e caro fuelLa versionedi Wizz Air

Vanno tutti in ordine sparso. Succede nei momenti difficili quando l'intera industria boccheggia. Mentre negli Stati Uniti iniziano a vedersi i segnali chiari delle difficoltà (Spirit Airlines alza bandiera bianca) nel Vecchio Continente è scoppiata la competizione tra i vettori.

In questo caso almeno 2-3 volte a settimana il ceo di turno spiega che alla fine quando riapriranno lo stretto di Hormuz qualcuno avrà già chiuso gli aerei negli hangar. Con piani di rientro dettagliati stabiliti dalle società di leasing aereo. Tutto questo perché è impossibile gestire le compagnie aeree con il fuel alle stelle e tutti gli altri costi operativi in salita costante.

Non sarà una slavina, ma qualcuno si farà male di sicuro.

Jozsef Varadi, ceo di Wizz Air, nei giorni scorsi ha detto che la crisi del cherosene è un'esagerazione mediatica. Però subito dopo ha aggiunto che “alcune compagnie aeree potrebbero diventare vulnerabili e fallire, creando un vuoto che noi siamo pronti a colmare. Le compagnie di Stato verranno salvate dai governi. I tre grandi low cost europei troveranno il modo di arrangiarsi. Noi disponiamo di oltre 2 miliardi di euro di liquidità“.

Ma alla fine dell’intervista apparsa su La Stampa arriva il missile diretto a O’Leary ceo di Ryanair, “Siamo finanziariamente solidi e liquidi e operiamo con una flotta migliore della loro (Ryanair). O’Leary dice che l’Europa resterà senza carburante e poi si corregge. Noi operiamo senza cancellare un solo volo. Mi fermo qui”.

Però non si fermeranno le polemiche di sicuro.

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