Il commento del direttore
Remo Vangelista
Trasformare Spirit Airlines in una compagnia aerea popolare sul modello dei Green Bay Packers, unica squadra della Nfl di football americano ad azionariato diffuso. All’indomani dello stop della low cost Usa, che ha messo a terra tutti gli aerei lo scorso 2 maggio, è subito partita una campagna di raccolta fondi per riportare in vita il vettore e mantenere sul mercato un modello di business che, seppure in crisi oltreoceano, continua ad avere il supporto di un’ampia fetta di clientela.
Secondo quanto riportato da Simpleflying, un'iniziativa guidata dalla comunità chiamata “Let's Buy Spirit“ ha annunciato di aver già attirato oltre 22 milioni di dollari in impegni pubblici volti a rilanciare la compagnia aerea. I sostenitori sostengono che Spirit abbia avuto un ruolo fondamentale nel mantenere i biglietti aerei accessibili in tutti gli Stati Uniti, in particolare per i viaggiatori attenti al budget che dipendevano dalle tariffe della compagnia ultra low cost.
La campagna ha guadagnato visibilità soprattutto attraverso i social media, in particolare Instagram, e l‘account che promuove “Spirit 2.0” presenta l’iniziativa come qualcosa di più di una semplice campagna di rinascita nostalgica. Invece, gli organizzatori lo presentano come un'opportunità per ripensare la proprietà delle compagnie aeree negli Stati Uniti. Tuttavia non mancano gli scettici che dubitano che una compagnia aerea sostenuta dalla comunità possa realisticamente sopravvivere nell'attuale ambiente aeronautico. L'industria aerea rimane notoriamente volatile, con margini ridotti, costi del carburante fluttuanti, carenza di manodopera e una concorrenza intensa.